Luna Rossa, 7 “rozzi” schiaffoni contro gli insulti: Ineos si inginocchia dopo mille offese e “torna a casa in lacrime”

Calunniata, ingiuriata, derisa, attaccata, malmenata verbalmente. Luna Rossa è stata vittima di frecciate frontali nelle ultime settimane, vere e proprie bordate, cazzotti in lingua inglese che rischiavano di fare male e che invece sono stati brillantemente incassati dal sodalizio italiano. Semplicemente inscalfibili, inamovibili, immarcescibili: gli uomini di Team Prada Pirelli non si sono sottoposti alla guerra psicologica inscenata da Ineos Uk e Team New Zealand (indirettamente), semplicemente hanno deciso di non stare a quel gioco e di defilarsi, pensando solo all’unica cosa che contava davvero. Vincere. Il verbo più imponente dell’universo sportivo si è trasformato in imperativo per la compagine tricolore, che non ha voluto rispondere alle rime ai suoi avversari attraverso i media ma ha deciso di farlo con la legge universale del risultato sul campo di regata: 7-1 e game-over, Ben Ainslie spedito a casa senza appello insieme ai milioni di Jim Ratcliffe.

Max Sirena e i suoi ragazzi ne hanno sentite di tutti i colori in queste settimane, ricevendo una sfilza di insulti che la metà basta, il tutto in un clima che aveva ben poco di sportivo. Lo scorso 24 gennaio proprio Ben Ainslie si era espresso in questo modo dopo aver ricevuto il “cartellino giallo” per l’irregolarità sull’outhaul: “Essere squalificato per qualcosa che non migliora le prestazioni, quando corri a questo livello… Non credo che sia così che dovrebbe essere giocata la partita. Siamo gli unici ad avere un warning, ma è un problema che potrebbe riguardare tutti. Penso che queste proposte che si possono lanciare da una squadra all’altra siano un po’ rozze, anche perché sono su cose che non fanno la differenza sulla prestazione di una barca. Non credo che si debba giocare in questo modo“.

Due settimane fa Magnus Wheatley, apprezzato giornalista inglese, aveva esagerato: “La richiesta di non conformità avanzata da Luna Rossa è palesemente ridicola e tornerà a perseguitarli. Li invito caldamente a ripensarci: il tono è sbagliato, hanno rifiutato un ramoscello d’ulivo segno di pace. Tutto questo tornerà a tormentarli: la risposta di Ainslie, Simmer, Ratcliffe sarà fuoco e fiamme. Non si può fare arrabbiare Ainslie, lo insegna la storia. Questo è il colpo più basso che si possa fare. Sono sicuro che vedremo lacrime quando Luna Rossa verrà spedita a casa e ricordata come una semplice nota a piè di pagina di questa edizione della Coppa America. Stanno giocando in modo sbagliato, mettendo tensione a questa competizione bellissima“.

Poi Ineos Uk si era scatenata giovedì scorso, dopo che Luna Rossa aveva preteso il rispetto del regolamento e dunque un ritorno in gara nel weekend, senza rinviare la Finale di Prada Cup al 26 febbraio come ha richiesto ACE, spalleggiata dai britannici e da Team New Zealand. La testata neozelandese Stuff era stata durissima: “Le regole sono dalla parte del Challenger of Record, ma il buon senso e la decenza non lo sono. C’erano già stati molti problemi tra il sindacato italiano e le altre squadre durante la Prada Cup, con le loro obiezioni meschine e frivole, ma oggi hanno portato la questione a un livello superiore: hanno insistito sul fatto che la Finale della Prada Cup riprendesse venerdì, indipendentemente dal fatto che ad Auckland ci sia un lockdown di livello 2. Sono anti-sportivi. Dicono che si può gareggiare a porte chiuse come accade in altri sport, tuttavia non tengono in considerazione cosa sta accadendo in Nuova Zelanda in questo momento“.

Tina Symmans, presidente di America’s Cup Events (ACE), non si erra nascosta: “Da domenica abbiamo lavorato molto duramente per dare la possibilità al Challenger of Record (Luna Rossa, ndr) di dimostrare un po’ di onore e rispetto nei confronti di questo Paese (la Nuova Zelanda, ndr) e di ritardare la Prada Cup finché non avessimo avuto l’opportunità di tornare al livello di allerta 1 e che dunque tutti potessero beneficiarne e divertirsi (riferendosi al pubblico, ndr). Chiaramente hanno dimenticato le parole del loro leader Patrizio Bertelli, che nella conferenza stampa di apertura aveva parlato di quanto fossimo tutti privilegiati per gareggiare ad Auckland senza particolari restrizioni di Covid e che quindi avrebbero messo impegno e responsabilità affinché la Prada Cup fosse un grande evento sportivo. Questo appello è caduto nel vuoto ed è chiaro che per Luna Rossa l’unico obiettivo è vincere la Prada Cup piuttosto che fare il bene di un Paese che ha lavorato così duramente per mettere in scena questo evento“.

Un’infinita parata di insulti a cui oggi Luna Rossa ha risposto con due semplici numeri: 7-1. Game Over. Rozzi sì, ma perché hanno inflitto una lezione di vela senza troppe moine. Anti-sportivi perché dominanti. Senza onore mai. E allora, davvero, bye bye Ainslie: a tornare in lacrime a casa sei proprio tu, dopo tanti proclami e sette schiaffoni agonistici rimediati senza reagire.

Foto: Luna Rossa Press

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Fede67
Fede67
13 giorni fa

NewZealand a detta di molti sembra imbattibile..tanto piu’ con queste fantomatiche vele Batman. ma sensazione personale e’ che contro Ineos la Luna non abbia mostrato l’intero potenziale, cioe’ gli assi di briscola li abbia ancora in mano..ripeto..pura sensazione personale, vedremo dal.6 marzo..

Federico Militello
Admin
13 giorni fa
Reply to  Fede67

E’ così, arriveranno nelle novità in vista delle sfide ai neozelandesi, peraltro già programmate. Le vele Batman servono per venti forti, sui 20 nodi o più.

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