‘La Fagianata’ di Riccardo Magrini: “La Gran Bretagna vince e l’Italia no: ecco perché. Aru deve ritrovare serenità”



UN ESITO SCONTATO PER LA MAGLIA ROSA

Sembrava che Hindley fosse partito bene i primi 3 km, ma spingeva un rapporto troppo diverso da quello di Geoghegan Hart. Non c’è stata storia. La Ineos ha vinto 7 tappe, ha conquistato la maglia rosa. Un dominio.

IL GIRO D’ITALIA DA APPLAUSI DI JOAO ALMEIDA

Joao Almeida è andato fortissimo. Oggi è passato sottotraccia, ma è arrivato quarto e ha fatto un Giro d’Italia esagerato, rimanendo 15 giorni in maglia rosa. Si è sempre piazzato nei primi 30 di tappa. Nella classifica a punti infatti è terzo. E’ un ragazzo giovane. Io sapevo ad inizio Giro che la Deceuninck avrebbe puntato su Knox per la generale. Alla fine ne hanno piazzati tre nei 15, per loro è un grande risultato, perché di solito non puntano sulle corse a tappe.

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IL POKER DI FILIPPO GANNA

Filippo Ganna è stato fenomenale. Dennis ha fatto anche tanto lavoro nei giorni scorsi e oggi ne ha risentito, ma Ganna è andato in una maniera esagerata. Per gli italiani, tutto sommato, non è andata proprio male con 6 successi di tappa: 4 di Ganna e 2 di Ulissi. Oggi avevamo Gilbert in diretta e sui giovani ha fatto un’osservazione interessante: sono più abituati con il potenziometro, quando passano professionisti non hanno bisogno di imparare molto riguardo ai sistemi di controllo degli allenamenti.

NULLA O QUASI PER OLTRE UN SECOLO, DOMINANTE DAGLI ANNI ’10: LA GRAN BRETAGNA

Tutto grazie a Brailsford e alla federazione britannica, che hanno investito tanto sui velodromi. Si sono attrezzati e hanno tirato fuori tanti ragazzi giovani. Hanno investito davvero risorse importanti. Se fai una programmazione, piano piano vieni fuori. Hanno avuto anche grandi campioni, ma nella massa trovi anche il fuoriclasse. La pista è una palestra fantastica, il problema è che noi in Italia non abbiamo impianti. Anche questo va messo sul piatto della bilancia. Noi ne abbiamo uno solo di velodromo e non funziona, è stato chiuso e ha avuto problemi. Avevano un progetto nel trevigiano e sembra che sia fermo un’altra volta.
Con la pista sei più in sicurezza, impari la disciplina. Noi abbiamo la fortuna di avere Ganna ed il ct Villa sta facendo un ottimo lavoro, nonostante non abbia le strutture adeguate. Però sarebbe un bel serbatoio da cui attingere. Con la pista rimedieresti molte cose, la multidisciplinarietà è importante anche per quel motivo lì. Tante mamme sarebbero anche più sicure di mandare i bambini in un velodromo chiuso rispetto alla strada, perché è più sicuro. Io negli anni ’70 ho perso dall’inglese Mixon da dilettante che aveva fatto il Trofeo Liberazione e il Giro delle Regioni. Gli australiani non esistevano per niente. Gli inglesi erano pochi, poi hanno investito e hanno capito. L’Australia è venuta qui in Italia e ha imparato tanto. Noi abbiamo avuto una nidiata di talenti mica da ridere tra i nati negli anni ’70, tra cui Pantani, Casagrande, Belli e tanti altri. Ma se poi non hai ricambi, questo è il risultato.
Bisogna fare una programmazione. I giovani ci sono, penso a Covi, Bagioli, Battistella. Anche Sobrero è bravo, ma oggi mi sarei aspettato qualcosa in più e forse ha pagato la terza settimana. Alcune nazioni sono diventate delle vere e proprie scuole, tipo Slovenia, Australia e Gran Bretagna. Anche la Spagna invece è messa come noi. In Italia i soldi ci sono per investire nelle categorie giovanili. Quello che ci manca è l’impiantistica. Bisogna partire dalla pista, bisogna fare anche ciclocross e mountain bike. Bisogna ridisegnare e fare un po’ di propaganda su queste cose qui per trovare corridori per il futuro.

QUALCHE NOME NUOVO SU CUI COSTRUIRE IL FUTURO: ANTONIO TIBERI ED ANDREA PICCOLO

Tiberi e Piccolo dobbiamo metterli alla prova, per me sono ragazzi in gamba e hanno delle qualità. Dobbiamo aspettare che passino professionisti.

LA SUNWEB HA PERSO IL GIRO D’ITALIA: SARA’ PENTITA DI COME HA GESTITO IL TAPPONE DELLO STELVIO?

Io ho criticato l’abbandono di Kelderman da parte dell’ammiraglia. Per me loro sono contenti così perché hanno ottenuto un secondo e un terzo posto. Fondamentalmente Hindley non è riuscito a staccare Geoghegan Hart neanche ieri. Per loro era comunque l’australiano era superiore a Kelderman, hanno fatto una scelta. Non è un risultato da buttare via. In quella tappa dello Stelvio qualche errore c’è stato. Hanno abbandonato l’olandese lì al suo destino e ha avuto anche un crollo psicologico. Oggi ha fatto una bella cronometro e ha dimostrato che se la sarebbe potuta giocare fino in fondo.

IL 7° POSTO DI VINCENZO NIBALI

A Nibali possiamo dire solo grazie, ha lottato fino in fondo. Gilbert ci ha detto che, quando arrivi ad una certa età, il ritmo gara è importante e a Nibali è mancato. Non ha potuto gareggiare quando avrebbe dovuto correre. E per uno come lui, che è un diesel, questo ha compromesso tutti i piani. Lui aveva un ‘fermo’, più di così non poteva fare in questo Giro. Quest’anno chi è andato forte è andato sempre forte. Chi è andato piano è andato sempre piano. Non c’è stata possibilità di rimediare. Uno come Van Aert era in forma e aveva tutte le corse ravvicinate, per forza ha avuto un rendimento costante. Poi c’è il fuoriclasse come Alaphilippe che si inventa quel Mondiale, ma già al Tour si vedeva che lo stava preparando. Il francese è stato fortunato che la rassegna iridata sia stata spostata a Imola: se fosse rimasta in Svizzera, forse avrebbero vinto Pogacar o Roglic.

L’ITALIA CERCA GLI EREDI DI NIBALI. E SE FABIO ARU CI STUPISSE E TORNASSE AI SUOI LIVELLI?

Aru ha un carattere un po’ complicato. Guardiamo Rohan Dennis, che era stato presentato come una testa calda e che invece quest’anno si è reso importante per la squadra…Se Aru trova un ambiente che gli piace, che sente caldo e favorevole, io penso che possa tornare ai suoi livelli a 30 anni. Ha solo bisogno di sentirsi di nuovo sereno.

UNA STAGIONE PARTICOLARE

Ciccone anche lui deve tornare ad avere dei livelli ottimali per rendere. Per lui è stata una stagione condizionata, non poteva allenarsi perché residente a Montecarlo e ha avuto tante problematiche, tra cui il Covid. Pensiamo ad esempio a Fuglsang: ha avuto due corridori spiattellati dopo un giorno e questo in squadra ti crea un po’ di instabilità; poi ha perso 1’30” per una foratura quando era ancora in classifica. E’ normale che si sia scoraggiato. Magari non avrebbe vinto il Giro, ma avrebbe potuto fare anche meglio. Se analizziamo le situazioni una per una, troviamo sempre delle motivazioni. Bilbao non è andato bene nella cronometro finale di oggi, forse ha pagato le fatiche del Tour, ma alla fine è arrivato quinto. E’ un anno in cui c’è grande instabilità. Fino alle grandi salite anche al Giro erano in 7-8 corridori racchiusi in una manciata di secondi. E’ una stagione particolare, non si vede mai quello che parte da solo e se ne va. C’è un livellamento verso l’alto, lo dimostra anche il record di scalata dello Stelvio.

LE PUNTATE PRECEDENTI

Puntata zero: presentazione del Giro d’Italia

Prima puntata: “Questo Giro parla già inglese. Nibali nella norma, deluso da Fuglsang”

Seconda puntata: “Ulissi ha avuto coraggio. Yates favorito sull’Etna, ma Nibali può provare qualcosa”

Terza puntata: “Giro scontato? Ecco la risposta! Ineos e Yates gli sconfitti: adesso può succedere di tutto”

Quarta puntata: “Vincenzo Nibali dovrà stare attento alle imboscate”

Quinta puntata: “Filippo Ganna piace alla gente”

Sesta puntata: “La Bora è troppo generosa”

Settima puntata: “Per staccare Almeida dovranno inventarsi qualcosa”

Ottava puntata: “Il Giro finirà a Milano. Non verrà assegnato in caso di interruzione”

Nona puntata: “Nibali non mi preoccupa. E’ un Giro di basso livello”

Decima puntata: “Sagan ha vinto da fuoriclasse. Super Pozzovivo”

Undiceima puntata: “Demare super con la squadra”

Dodicesima puntata: “Almeida può vincere il Giro”

Tredicesima puntata: “Aru ha avuto problemi caratteriali”

Quattordicesima puntata: “Domani vince Geoghegan Hart”

Quindicesima puntata: “Nibali è andato fuori giri. In Italia esaltiamo troppo i giovani”

Sedicesima puntata: “Joao Almeida ha esagerato. Lampi di Nibali”

Diciassettesima puntata: “Sopra i 2000 metri Nibali è superiore”

Diciottesima puntata: “Nibali aveva bisogno di fare tante corse. L’errore tattico della Sunweb”

Diciannovesima puntata: “I corridori non hanno fatto bella figura”

Venetesima puntata: “Vincenzo Nibali è stato eroico. Geoghegan Hart superiore a Hindley a cronometro”

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One Reply to “‘La Fagianata’ di Riccardo Magrini: “La Gran Bretagna vince e l’Italia no: ecco perché. Aru deve ritrovare serenità””

  1. OLIMPIONICO ha detto:

    Spero che NIBALI possa ancora ottenere qualcosa a TOKYO-2020. GANNA, ITALIANO, vero vincitore del Giro. Gli altri s’ inchinino.

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