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Pagelle MotoGP, GP Andalucia 2020: Valentino Rossi da 9, Bagnaia grande e sfortunato



Il Gran Premio di Andalucia 2020 della MotoGP va in archivio con una vittoria “alla Marquez” di Fabio Quartararo che prende, parte e scappa via. Alle sue spalle, invece, succede di tutto tra rotture, cadute e battaglie sul filo del rasoio. Da tutto questo emergono Maverick Vinales e Valentino Rossi, mentre Francesco Bagnaia e Franco Morbidelli finiscono ko per colpa del loro motore. Giornata nera per la Ducati, che dovrà porsi molte domande. Andiamo, quindi, a consegnare le pagelle di questa infuocata gara di Jerez de la Frontera. 

LE PAGELLE DEL GP DI ANDALUCIA 2020 – MOTOGP

Fabio Quartararo (Yamaha Petronas) 10: non c’è Marc Marquez? Allora ci pensa lui a vincere “alla” Marc Marquez. Parte alla grande, imbocca curva 1 e, sostanzialmente, sparisce dalla vista dei rivali. Un dominio assoluto, amplia il margine con irrisoria facilità e conclude gli ultimi giri quasi da turista. Due su due ad inizio campionato. Un avvio migliore non poteva davvero sognarselo. “El Diablo” vince tra le temperature infernali di Jerez de la Frontera e si dimostra un serissimo candidato al titolo.

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Maverick Vinales (Yamaha) 6.5: questo secondo posto è il classico brodino. Lo spagnolo partiva con la chiara intenzione di vincere oggi, ma sin dal primo meteo si è capito che oggi proprio non ne aveva. Nei primi giri perde il duello con Valentino Rossi, quindi annaspa perdendo qualche altra posizione. Non si disunisce e confida nel suo solito finale di gara in crescendo. Così è, approfitta di un “Dottore” in piena crisi di gomme e conclude secondo. Ancora una volta finisce ko contro Fabio Quartararo, ma stavolta la sconfitta è davvero notevole.

Valentino Rossi (Yamaha) 9: torna sul podio dopo oltre un anno. Era il 14 aprile 2019 quando chiuse secondo ad Austin contro Alex Rins. Questa volta il terzo posto assume ancor più valore. Dopo il disastro tecnico di sette giorni fa riesce a trovare lo stratagemma giusto per far filare la sua M1 che, fino a che non crolla con la gomma posteriore, lo tiene lassù. Per il pilota di Tavullia questo risultato rappresenta una boccata d’ossigeno davvero non di poco conto. Ricordiamoci anche che non è certo semplice a 41 anni concludere un Gran Premio in questo clima torrido in questo modo…

Francesco “Pecco” Bagnaia (Ducati Pramac) 9: sfortunatissimo. Davvero una beffa immensa per il torinese. Dopo una qualifica di livello, in corsa fa anche meglio. Vola in seconda posizione con pieno merito e addirittura distanzia gli inseguitori. A pochi giri dalla fine, tuttavia, la sua Ducati lo abbandona con una rottura di motore davvero inaccettabile. Stava andando a centrare una piazza d’onore assolutamente stra-meritata. Visto come sta andando in questo inizio di annata, avrà modo di rifarsi!

Franco Morbidelli (Yamaha Petronas) 8.5: anche per il romano la gara odierna si chiude in maniera davvero beffarda. Era in piena lotta per il podio quando la sua M1 ha deciso di abbandonarlo. Ancora una buona prova per l’ex campione del mondo di Moto2, ma oggi meritava davvero di piazzare il risultato importante. Peccato!

Takaaki Nakagami (LCR Honda) 7un quarto posto inatteso ma non certo immeritato. Il giapponese tiene alto il nome della Honda limitando i danni. Chiude a meno di un secondo dal podio e continua a dare buoni segnali in questo suo avvio di stagione.

Andrea Dovizioso (Ducati) 5dopo il terzo posto di domenica scorsa si aspettava di essere nuovamente protagonista. In questo fine settimana, invece, non è sembrato esserci mai. Male ieri in qualifica, non bene nemmeno oggi in gara. Sempre attorno alla nona, decima, posizione, chiude sesto solamente per le rotture dei rivali. Ora arriveranno piste più consone alla sua GP20, ma continuano le difficoltà del team di Borgo Panigale e del pilota forlivese.

Danilo Petrucci (Ducati) 4.5gara assolutamente anonima, finita nella ghiaia di Jerez de la Frontera. Il pilota umbro prosegue nella sua stagione che, ormai da separato in casa, probabilmente vivrà con beh pochi sorrisi. Un lungo e triste addio con la Ducati.

Alex Rins (Suzuki) 6.5un decimo posto un po’ piovuto dal cielo, ma nelle pessime condizioni fisiche attuali vale quasi come un podio. Lo spagnolo stringe i denti e porta la sua Suzuki al traguardo, e non è poco.

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Foto: Imanol Lavcor / Shutterstock.com

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