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Ciclismo: Simone Ravanelli, la nuova scommessa di Gianni Savio. Uno scalatore pronto a stupire

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Dopo gli addii di Vendrame, Masnada e Cattaneo, Gianni Savio è pronto a ripartire con una nuova truppa composta, come da tradizione nelle squadre guidate dal manager torinese, da giovani italiani e grimpeur sudamericani. Tra gli azzurri colui che sembra poter dare un ottimo apporto sin da subito è Simone Ravanelli, corridore classe 1995 sbarcato all’Androni in seguito a un biennio in Biesse-Carrera.

Ravanelli è un corridore molto forte in salita, il quale aveva già fatto vedere sprazzi di grande talento nelle prime stagioni da U23, quando era stato capace di cogliere un 7° posto al Giro della Valle d’Aosta 2015. All’epoca nessuno avrebbe mai immaginato che si sarebbe dovuto aspettare un lustro per vederlo tra i professionisti, ma una serie di problemi fisici ne hanno minato gli ultimi due anni nella categoria e finito il quadriennio da U23 ha dovuto ripiegare su una continental, la sopraccitata Biesse-Carrera per l’appunto.

Tra il 2018 e il 2019, però, Simone ha raccolto una serie impressionante di risultati. Ha vinto 8 corse, incluse gare internazionali come il Giro del Medio Brenta e il Trofeo Alcide de Gasperi (in entrambe, oltretutto, ha rifilato distacchi impressionanti), è stato capace di battagliare alla pari in salita con Tadej Pogacar ed Einer Rubio al Giro del Friuli ed è arrivato sul podio al Giro dell’Appennino, battuto proprio da Cattaneo e Masnada.

Il ragazzo su cui potrà fare affidamento Gianni Savio, dunque, è un corridore maturo, oltre che molto serio. Simone ha tutto per essere già 2020 un habitué delle posizioni nobili delle gare del calendario italiano. Non è un caso che a fine stagione 2019, da stagista, sia stato capace di cogliere un 15° posto alla Coppa Agostoni e un 16° alla Tre Valli Varesine. Nelle gare World Tour, chiaramente, il suo impatto sarà diverso, data una concorrenza di livello maggiore, ma Ravanelli potrebbe benissimo mettersi in mostra con le fughe, proprio come facevano Cattaneo e Masnada.

Allo stato attuale delle cose, il punto debole di Simone sono le cronometro. Sempre molto al di sotto della sufficienza i suoi risultati nella specialità in questi anni. Non è, però, solo una questione di predisposizione naturale. A livello giovanile, in Italia, si è sovente lavorato male sulle prove contro il tempo e solo in epoca recentissima i tecnici hanno ricominciato a dedicare a questo tipo di gare la cura che meritano (i risultati di Piccolo e Tiberi parlano chiaro a riguardo dell’inversione di tendenza). Ragion per cui è logico pensare che, con un lavoro certosino, Ravanelli possa comunque fare dei passi in avanti.

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luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Sandro Niboli

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