Tennis
Jannik Sinner: “A Madrid sarà diverso. Nascere italiano è una fortuna”
Jannik Sinner dopo il trionfo di Montecarlo si è soffermato in conferenza stampa su diversi aspetti legati al successo odierno, ma ha sottolineato ancora una volta di pensare a vincere i tornei più che al numero 1 nel ranking ATP. La scala di valori è chiara: Roland Garros e Wimbledon sono più importanti di qualsiasi altro obiettivo.
L’importanza del successo di Montecarlo: “Vuol dire tanto per me, vuol dire che comunque sto facendo progressi in avanti, però anche per lui era il primo torneo su su terra, quindi sicuramente lui migliorerà d’ora in avanti. Madrid è un torneo un po’ diverso, perché comunque in altura è molto difficile giocare, però poi a Roma e Parigi sicuramente sarà tosta, però noi cercheremo di fare la stessa cosa, adesso abbiamo veramente un buon feedback, abbiamo fatto cinque partite di alto livello, cinque partite contro avversari totalmente diversi, partendo con un mancino per poi finire con Carlos Alcaraz, quindi tanta tanta differenza, però secondo me sono tanti punti positivi, perché comunque non ho mai vinto un torneo importante su questa superficie, quindi siamo contenti, però poi cerchiamo ovviamente di prepararci al meglio per i prossimi tornei“.
Lo stesso Sinner è sorpreso dal proprio rendimento: “Vincere Indian Wells e Miami è molto difficile, poi ho avuto un giorno libero e ci siamo preparati per questo torneo. Veramente siamo andati giorno dopo giorno, ho cercato più che altro di giocar giusto tatticamente, l’abbiamo preparata molto bene, non solo questa partita, ma credo anche le altre, partendo da Felix Auger-Aliassime, poi da Sasha Zverev, e anche oggi, sono tre giocatori differenti, con qualità differenti, quindi io ho cercato di mettermi in gioco più che altro, sia nel bene che nel male. Oggi abbiamo provato a fare le cose giuste, poi entri in campo e c’è vento, quindi devi adattarti un attimino, però in generale sono molto contento, adesso di essere sorpreso, se ti dicessi di no, sarebbe strano, perché comunque sono sorpreso, però credo di aver capito delle cose in questo torneo che possono aiutare probabilmente anche per le prossime partite“.
L’inno nazionale cantato durante la premiazione: “Sì, l’ho cantato, lì normalmente si canta, no? Son contento, ho sempre detto che essere italiano per me è molto bello, perché uno non lo può scegliere, deve avere la fortuna di essere italiano e poi sento tanto il supporto, il tifo italiano, soprattutto in questo torneo, ma anche se dovessi giocare in America lo sento comunque, perché so che a casa ci sono tanti italiani e siamo veramente un bel gruppo di ragazzi che giocano a tennis. Abbiamo tantissimi giocatori fortissimi, e quindi ogni settimana c’è qualcuno che fa bene, e quindi credo che questo movimento è bello per il tennis italiano, per il popolo italiano, sono fiero e sono contento di dare qualcosa indietro a questa nazionalità“.
Le difficoltà al servizio e la capacità di recuperare un break di ritardo in entrambi i set: “Questo è il tennis, no? Quante volte ero sopra di un break ed ho perso il set? È la cosa più normale, sulla percentuale di prime oggi era più difficile servire, secondo me, anche perché c’era un po’ di vento e in più avevo di fronte Carlos Alcaraz, no? È un po’ diverso, secondo me, servire quando hai uno che risponde comunque sempre, però nel primo set quando contava ho servito bene, perché nel tie break ho messo tutte prime, ho sbagliato il dritto sul 6-4, che però era la scelta giusta, poi la partita si gioca su uno o due punti, anche il secondo set, che finisce 6-3, si gioca su due punti, secondo me oggi il servizio non ha fatto la differenza né dalla sua parte né dalla mia. Avevo un pochettino questa la sensazione, quindi secondo me questo è un po’ il riassunto di questa partita“.
Il ritorno al numero 1 del ranking ATP: “Mi fa piacere, però io non cambio le mie dichiarazioni, perché comunque io e Carlos Alcaraz in questo momento siamo molto vicini, può cambiare da una settimana all’altra, quindi secondo me in questo momento è abbastanza secondario. Ti direi una bugia se dicessi di non essere felice di avere di nuovo il numero uno davanti al mio nome, vuol dire che stiamo facendo di nuovo le cose giuste, però secondo me, onestamente, la cosa più importante è prepararci bene per i prossimi tornei, avere la mentalità giusta e cercare di fare le cose giuste, poi man mano andiamo avanti. Ci sono due Grand Slam da giocare, c’è Parigi e poi c’è Londra, che per il momento sono molto più importanti, e poi il ranking. Vediamo dopo quei tornei come sarà messo lui, come sarò messo io, e poi vediamo“.
