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Usyk indiscusso campione del mondo dei pesi massimi: Fury si arrende per split decision dopo aver rischiato il KO

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Usyk Fury
Fury Usyk / IPA Agency

Oleksandr Usyk entra di diritto nella leggenda della boxe, scrivendo una pagina di storia che rimarrà indelebile per i prossimi decenni nel panorama universale dello sport. Il fuoriclasse ucraino si è laureato Campione del Mondo unico e indiscusso dei pesi massimi, sconfiggendo Tyson Fury per split decision (115-112, 113-114, 114-113) e unificando così le cinture: il 37enne deteneva già le corone WBA, WBO, IBF, IBO e oggi ha strappato al 35enne inglese lo scettro della WBC.

La categoria regina del pugilato, quella più seguita e affascinante, quella che ha indiscutibilmente creata il mito della nobile arte, ha un solo padrone: è il ribattezzato The Cat che riesce in un numero che mancava dal 1999, ovvero da quando Lennox Lewis sconfisse Evander Holyfield mettendo insieme i pezzi del puzzle. Il nativo di Simferopoli è così diventato il terzo uomo a laurearsi Campione del Mondo indiscusso sia nei pesi massimi che nei pesi cruiser dopo Evander Holyfield e David Haye.

Il Campione Olimpico dei pesi massimi a Londra 2012 (sconfisse in finale il nostro Clemente Russo per 14-11) aveva infatti primeggiato al piano inferiore tra il 2016 e il 2018, prima di fare il naturale salto di categoria. Oleksandr Usyk ha confermato la propria imbattibilità (22 vittorie in altrettanti incontri disputati, di cui 14 prima del limite) e ha inflitto a Tyson Fury la prima sconfitta della carriera (34-1-1).

Oleksandr Usyk è stato in balia dell’avversario tra il terzo e il settimo round, ma poi uno spettacolare gancio sinistro al naso di Tyson Fury (che ha iniziato a sanguinare) ha ribaltato l’inerzia del match. L’ucraino ha infatti fatto malissimo al ribattezzato The Gipsy King con una serie di colpi rimarchevoli e ha portato al conteggio dell’inglese, salvato poi dalla campana nel nono round. L’ucraino ha attaccato incurante della differenza di altezza e di peso (16 cm e circa 18 kg). The Cat è risultato tecnicamente più completo, preciso nell’azione, capace di rialzarsi nel momento più difficile, più lucido dal punto di vista tecnico contro Tyson Fury, veloce e pungente con il jab ma mai completamente convincente.

Il mondo della boxe ha il suo Re unico e indiscusso, un esempio di resilienza che tra l’altro è andato anche al fronte negli ultimi due anni. Lo spettacolo andato in scena sul ring di Riyadh (Arabia Saudita) è stato degno di nota e in questa stessa località si disputerà la già contrattualizzata rivincita, in programma il 12 ottobre: si preannuncia una nuova serata che chiamerà a raccolta tutti i grandi appassionati del pugilato. Le borse? Usyk ha vinto, ma guadagnerà meno di Fury: 45 milioni di dollari contro 105 milioni.

LA CRONACA DELL’INCONTRO

Le prime due riprese sono di studio, ma Usyk si fa apprezzare di più per la precisione dei propri colpi e merita una leggera preferenza. Il Campione del Mondo WBC inizia a trovare il ritmo nel terzo round, quando sfrutta al meglio la propria altezza per colpire ai fianchi il detentore delle cinture WBA, WBO, IBF, IBO. L’inglese usa con grande maestria il proprio jab nella quarta ripresa, neutralizzando con grande facilità il sinistro dell’ucraino e piazzando un montante destro allo stomaco che si fa sentire.

The Gipsy King lavora al corpo di The Cat con una certa insistenza nella quinta frazione e all’ucraino si è anche aperto un taglio sull’occhio destro. Nella sesta ripresa emerge la superiorità schiacciante di Tyson Fury, che piazza uno splendido montante destro con cui fa vacillare l’ucraino, visibilmente sulle ginocchia. L’inglese ha poi insistito nell’azione sempre con il destro, firmando anche un paio di combinazioni di lusso e arrivando a schernire il rivale mettendo le mani dietro la schiena.

Fury si distingue con un perentorio montante destro nelle battute iniziali del settimo round e mette Usyk in seria difficoltà, ma a quel punto l’ucraino reagisce di forza con un bellissimo sinistro e mette l’inglese alle corde, riuscendo a distinguersi. The Cat ha una fiammata anche nella ripresa successiva, quando giganteggia con un tremendo gancio sinistro e colpisce l’avversario al naso, facendolo sanguinare. L’inerzia dell’incontro è cambiata e nella nona frazione si consuma il primo episodio di grande rilievo della contesa.

Usyk tempesta di colpi l’inglese, in particolare con il sinistro: è una raffica micidiale, che manda in tilt totale Fury. Sono 14 colpi di pregevole fattura, potenza e precisione che spediscono Fury, ormai barcollante, contro le corde. L’arbitro lo conta, ma la campana lo salva. Si entra così in una decima ripresa di fuoco, dove è sempre l’ucraino a giganteggiare con il suo proverbiale sinistro: non c’è stato il colpo micidiale come nel round precedente, ma Usyk ha impresso una decisa svolta all’incontro alla vigilia dei sei minuti conclusivi.

Il combattimento si fa serrato nell’undicesimo round ed è sempre Usyk a spingere con insistenza, ma Fury prova a reagire all’offensiva e cerca di controbattere, pur essendo in grande difficoltà. I due pugili sono stremati e sono al limite delle forze alla vigilia dell’ultima ripresa, decisiva considerando lo sviluppo dell’incontro. Gli ultimi tre minuti si sono rivelati estremamente equilibrati, tanto da arrivare alla lettura dei cartellini con estrema incertezza sull’esito della sfida: vince Usyk con una split decision che resterà nella storia.