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Sport invernali, Italia già sul podio in 12 diverse discipline. Un biglietto da visita splendente verso Milano-Cortina 2026

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Sofia Goggia

Le discipline inserite nel programma dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 sono sedici. Metà di esse vanno in scena all’aperto, sulla neve (sci alpino, sci di fondo, biathlon, salto con gli sci, combinata nordica, snowboard, freestyle, sci alpinismo). Cinque hanno invece come palcoscenico un pala ghiaccio (pattinaggio di figura, speed skating, short-track, hockey e curling). Tre una pista a esse dedicata (slittino, bob e skeleton).

Nelle competizioni di primo livello della stagione corrente, l’Italia ha centrato un podio in quasi tutte. Oltre a quelle storiche, dove gli azzurri macinano risultati di grido da tempo immemore, si sono ammirate dinamiche affascinanti e rassicuranti. Una crescita di competitività in contesti sinora inesplorati o quasi (freestyle), un ritorno in auge in ambiti decaduti (bob), una consolidata emersione ad altissimo livello (curling).

Qua e là sono arrivati podi fortunosi e difficilmente replicabili, ma che restano legittimi e consentono al nostro Paese di fregiarsi di una poliedricità senza eguali, degna di chi nel giro di poco più di due anni avrà l’onere e l’onore di organizzare un’edizione delle Olimpiadi bianche.

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L’en plein, il sedici su sedici, è impossibile. A fine stagione, all’appello mancherà certamente l’hockey ghiaccio, vuoi per le dinamiche relative alla disciplina, vuoi per il fatto che la nazionale italiana non ha modo di confrontarsi ad armi pari con le più forti del mondo. Con ogni probabilità segneranno il passo anche i due sport legati al trampolino (combinata nordica e salto con gli sci). Forse, qualche risibile possibilità potrebbe esserci nel salto. Solo nel caso di una gara fortemente condizionata dal meteo e su serie secca, magari al femminile, dove i valori sono meno cristallizzati rispetto al settore maschile. Lo sci di fondo manca ancora all’appello, ma prima o poi si presenterà.

Alla fine, però, che importa? Conta sapere di avere una faretra ricca di frecce da scoccare. I podi nell’inverno 2023-24 sono un biglietto da visita meraviglioso, un curriculum vitae di spessore. La prova dei fatti, piaccia o non piaccia, sarà però data solo ed esclusivamente dalle medaglie raccolte nel febbraio 2026, in quelle due settimane in cui si concentra tutto il lavoro di quattro anni e nelle quali, talvolta, le circostanze giocano un ruolo fondamentale nello spostare gli equilibri. Sono i pendagli metallici a Cinque cerchi a entrare nella storia e nell’immaginario collettivo, giusto o sbagliato che sia.

Foto: La Presse