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Volley, Nations League 2021. La Nazionale del futuro ha preso forma a Rimini

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L’Italia del futuro ha piantato le proprie fondamenta alla Fiera di Rimini. La VNL che apparentemente ha regalato poche soddisfazioni al clan azzurro maschile, in realtà rischia di essere il trampolino di lancio per gli azzurri che, già in vista di Parigi, tenteranno di tenere alto il colore azzurro nel panorama del volley mondiale.

Che in Italia ci fossero giovani molto interessanti si sapeva anche prima, il confronto con le grandi realtà mondiali però hanno detto chiaramente che il futuro è roseo per l’Italvolley, che potrebbe inserire in un motore già rodato alcune forze fresche in vista di Prigi 2024, dove qualche “senatore” (Juantorena su tutti) potrebbe non essere più disponibile.

Il vivaio azzurro, che si era inceppato, soprattutto nel ruolo di martello ricevitore, ha ricominciato a sfornare talenti e adesso, se proprio vogliamo cercare il palo nell’uovo, sarebbe bene che iniziasse a produrre schiacciatori opposti, visto che la vocazione è un po’ in crisi. Per il resto l’Italia è a posto per tanto tempo perché i palleggiatori sono relativamente giovani: Giannelli e Sbertoli su tutti ma poi alle loro spalle c’è uno Spirito che dà comunque garanzie e lo ha dimostrato anche a Rimini. In più c’è un Porro che cresce e che si spera di poter vedere in azione nella prossima Superlega.

Al centro i vari Mosca, Galassi, Vitelli e Cortesia hanno fatto vedere di avere le qualità e le capacità per poter raccogliere, quando ce ne sarà bisogno, ma anche concorrere fin dalla prossima stagione con coloro che rappresenteranno l’Italia a Tokyo: Anzani, Russo (attualmente infortunato ma pronto appena possibile a riprendere il suo posto), Mazzone, Piano, Ricci. Tutt’altro che “vecchi” e in grado di affrontare in blocco uno o forse anche due cicli olimpici.

La concorrenza non può che fare bene ma per essere concorrenza vera (e questo non vale solo per i centrali) i componenti della Nazionale di Rimini dovranno fare le giuste scelte in termini di possibilità di giocare titolari nei club. Giocare, con continuità, è troppo importante per crescere e si può affrontare una stagione da prima riserva in un top club senza particolari conseguenze ma se le stagioni diventano due o tre la disabitudine al ritmo gara può diventare deleteria. La dimostrazione è la crescita tecnica che ha avuto la squadra azzurra allenata da un ottimo Antonio Valentini (una delle rivelazioni di questo torneo, per serietà, capacità comunicativa e di lettura delle varie fasi dell’incontro) dalla prima gara alle ultime. Basta prendere la partita con la Francia e magari andarsi a riguardare un set delle prime uscite degli azzurri per capire per i singoli quanto sia importante giocare con continuità per alzare il livello.

Il capitolo schiacciatori ricevitori è quello più dolce da affrontare al momento. C’è l’imbarazzo della scelta e soprattutto c’è grande varietà. Non ci sono tante nazioni che possono contare su una batteria di schiacciatori giovani del livello dell’Italia e altri elementi sono in arrivo, nella speranza (di cui sopra) che possano trovare spazio adeguato in Superlega. Michieletto è sicuramente il prospetto più interessante e la sua freschezza, imprevedibilità e solidità sia nei fondamentali di attacco che di difesa ne fa un giocatore a cui difficilmente si potrà rinunciare anche in chiave Tokyo.

Mattia Bottolo cresce benissimo, anche lui completo ed efficace in tutti i fondamentali, mentre la scoperta più interessante è quella di Francesco Recine: il paragone con il suo idolo Samuele Papi ormai è tutt’altro che irriverente e francamente il mancato inserimento nei 20 per Tokyo ha stupito molti ma avrà tempo per rifarsi, forse già dall’Europeo post olimpico. Cavuto non si scopre oggi, mentre Gardini, per quel poco che si è visto, potrebbe essere un altro prospetto molto interessante, anche se soprattutto sulla ricezione l’impressione è che ci sia molto da lavorare.

Il capitolo, si diceva, forse più complicato è quello degli opposti. Giulio Pinali arriva da una stagione dove ha giocato sempre a Ravenna e andrà verosimilmente a fare il titolare in una squadra che punta in alto come Trento. Sia nel club sia in Nazionale al momento qualche limite soprattutto in termini di continuità e mordente lo ha evidenziato ma vale la pena crederci anche perché le alternative sono abbastanza limitate: Gabriele Nelli, che in VNL si è espresso a singhiozzo, offre garanzie limitate al momento, anche dal punto di vista fisico, mentre Zaytsev e Vettori non dureranno certo in eterno e andranno adeguatamente sostituiti. Julio Velasco è al lavoro anche su questo target e dal tecnico argentino attendiamo l’ennesima magia sul vivaio azzurro. L’opposto “ignorante” tradizionalmente non è mai stato un prospetto per l’Italia, dai tempi di Zorzi e Pasinato, fino ad arrivare ad uno Zaytsev “rigenerato” come opposto o a Vettori. Sarebbe arrivato il momento di esprimere qualcosa in questo senso.

Foto Fivb

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