Taekwondo
Taekwondo, l’Italia non è più solo Dell’Aquila-Alessio! E i ricambi pongono il tema del ballottaggio…
È tempo di bilanci in casa Italia al termine di un’edizione sicuramente positiva dei Campionati Europei di taekwondo, primo grande evento della stagione 2026. In assenza di Vito Dell’Aquila e Simone Alessio era importante misurare lo stato di salute del movimento azzurro, che ha risposto alla grande sia in termini di risultati che soprattutto di prestazioni in relazione all’età e alla poca esperienza di alcuni giovani su questi palcoscenici.
A Monaco di Baviera la delegazione italiana ha collezionato la bellezza di quattro medaglie, archiviando due argenti e due bronzi ma anche cinque quinti posti che lasciano qualche rimpianto per una prestazione di squadra che avrebbe forse meritato anche qualcosa in più per quanto dimostrato in pedana da quasi tutti gli azzurri impegnati nella rassegna continentale.
I quattro podi arrivano tutti dal versante maschile ed in particolare dalle quattro categorie più leggere (dai -54 ai -68 kg) con quattro atleti nati tra il 2004 ed il 2009, a testimonianza della qualità di un settore giovanile capace di proporre un ricambio generazionale di spessore verso i prossimi cicli olimpici. È mancata la medaglia, ma degli spunti positivi sono emersi anche in campo femminile grazie alle convincenti performance delle varie Giulia Maggiore, Anna Frassica, Lucrezia Maloberti ed Elisa Bertagnin.
Oltre al bronzo di un solido Dennis Baretta nei -68 kg, gli exploit più inattesi per l’Italia sono stati firmati da Gaetano Cirivello (argento) nei -54 kg, Abderrahman Touiar (argento) nei -58 kg e Ludovico Iurlaro (bronzo) nei -63 kg. Da evidenziare in particolare il secondo posto di Touiar a 16 anni in una categoria di peso olimpica che vedeva la presenza di diversi big a Monaco di Baviera. Il futuro è dalla sua parte, ma a questo punto sarà intrigante monitorare il suo percorso di crescita nei prossimi mesi per capire se avrà la possibilità di insidiare entro Los Angeles 2028 il punto di riferimento azzurro dei -58 kg che risponde al nome di Vito Dell’Aquila.
