Tennis
Andreeva, allegra e ottimista a Madrid: “Il modo migliore per gestire la pressione è non sapere nulla di statistiche”
Mirra Andreeva è una dele grandi protagoniste al Mutua Madrid Open 2026. La russa, nella prima semifinale del tabellone di singolare femminile del torneo spagnolo, piega l’americana Hailey Baptiste 6-4 7-6(8) in un’ora e sfiderà l’ucraina Marta Kostyuk nella finale del torneo 1000, la terza della sua carriera ad oltre un anno da Indian Wells 2025. Nella conferenza stampa successiva al match la giovane russa ha offerto diversi spunti di riflessione.
Sul ruolo di Conchita Martinez nella sua crescita come giocatrice: “Abbiamo fatto entrambe un ottimo lavoro insieme. Credo che mi stia aiutando a migliorare come persona, oltre che come giocatrice in campo. Stiamo insieme da due anni e sento che mi ha dato molte nuove prospettive; cerca di rendermi la vita più facile, ma più difficile per le mie avversarie in campo. Cerchiamo di migliorare e di lavorare su tantissime cose, e averla dalla mia parte del campo mi aiuta molto. Era una grande giocatrice, ora è una grande allenatrice, e sono molto felice di aver avuto l’opportunità di iniziare a lavorare con lei e di continuare a farlo“.
Sull’attuale livello della propria condizione fisica dopo gli ultimi tornei: “Sono molto contenta di come ho giocato. Molto felice anche di essere arrivata in finale qui per la prima volta, sono emozionatissima. Mi sentivo in gran forma oggi e sono contenta di essere rimasta concentrata fino alla fine. Fisicamente mi sento bene, onestamente. Non posso lamentarmi. Facciamo tutto il possibile per recuperare velocemente e sento che sto recuperando bene. Non mi sento stanca, non sento il bisogno di un paio di giorni di riposo. Finora tutto bene, quindi ripeteremo lo stesso metodo per mantenermi fresca e pronta per la finale“.
Sulla gestione della pressione: “Onestamente, il modo più semplice per gestire la pressione è non conoscere le statistiche (sorride). Non so chi l’abbia fatto prima o chi no, o se sono la prima a raggiungere un determinato traguardo. Non so se sono la prima o la decima, davvero. Cerco di disconnettermi dalle statistiche e di concentrarmi esclusivamente su ciò che devo fare in campo in ogni torneo“.
Il dialogo immaginario tra la Mirra Andreeva del 2026 e quella del 2023: “Oh mio Dio. Non so, credo che le direi di continuare a venire a Madrid, perché sta facendo benissimo qui. Ricordo che quando giocavo qui a quell’età, non pensavo praticamente a niente. Cercavo solo di godermi ogni partita e l’atmosfera. Non so, credo che le direi di continuare, di continuare a lottare a prescindere dalle circostanze, perché poi arriveranno i risultati, risultati per niente male, e sarai contenta di come si sta evolvendo il tuo gioco“.
Sull’evoluzione del proprio gioco: “Prima di tutto, sì, è passato un anno dalla mia ultima finale, ma non ci penso. Cerco di affrontare ogni torneo con la stessa mentalità e lo stesso atteggiamento. Non importa se gioco un 500, un 1000 o uno Slam; cerco di dare il 100% in ogni partita, e poi vedremo quali saranno i risultati e come andrà. Cerco di non pensarci troppo“.
