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Formula 1

Frederic Vasseur chiarisce: “A Miami un nuovo campionato, ma non solo per noi. Vogliamo raggiungere la Mercedes”

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Frederic Vasseur
Frederic Vasseur / IPA Sport

Dopo il terzo appuntamento del Mondiale 2026 di F1, il GP del Giappone, il bilancio della Ferrari è a metà tra soddisfazione e consapevolezza del lavoro ancora da fare. Il podio di Charles Leclerc e il sesto posto di Lewis Hamilton raccontano due gare diverse. A fare chiarezza sul momento della squadra è stato il Team Principal Frédéric Vasseur, che ha analizzato sia il week end giapponese sia le prospettive a breve termine.

Vasseur ha innanzitutto voluto chiarire alcune interpretazioni emerse nei giorni precedenti, ridimensionando l’idea di una svolta imminente già dal prossimo appuntamento: “Ieri ci sono state parecchie incomprensioni. Ho letto che qualcuno parlava di un ‘nuovo campionato’ a partire da Miami, ma il senso delle mie parole era diverso: tutti, sulla griglia, porteranno aggiornamenti e avranno tempo per lavorare anche sul software. Questo significa che ci sarà un’evoluzione generale, non che saremo gli unici a fare un passo avanti tra Giappone e Miami. Dobbiamo prestare attenzione a questo punto“.

Pensando al futuro, l’ingegnere francese sottolinea come il contesto tecnico sia ancora in piena evoluzione: “È vero che abbiamo un mese di pausa, cosa non consueta in Formula 1, ma siamo ancora all’inizio del ciclo di omologazione di questa vettura e tutti i team stanno spingendo al massimo per migliorare. È inevitabile che ci sarà un passo avanti per tutti, e vedremo quale sarà la situazione una volta arrivati a Miami“.

Sul piano sportivo, il GP di Suzuka ha comunque offerto segnali positivi in termini di spettacolo e competitività: “Per quanto riguarda la gara, credo che lo spettacolo sia stato molto bello, ed è esattamente ciò che vogliamo. Ci sono state tante battaglie in pista: tra Charles e Russell, tra Norris e Lewis, con anche Piastri coinvolto. È quello che tutti cercano. Sono piloti professionisti che stanno facendo un ottimo lavoro: abbiamo visto molti sorpassi senza contatti, ed è sicuramente un aspetto positivo per la F1 e per noi“.

Diverso invece il discorso per Hamilton, penalizzato nella seconda metà di gara: “Su Lewis, nell’ultima parte di gara ha perso un po’ di prestazione rispetto a Charles. Si è lamentato maggiormente delle gomme e credo che questo sia stato influenzato anche dall’overtake mode. Quando perdi più di un secondo, non riesci più a sfruttare l’effetto scia nello stesso modo. Finché resti vicino, puoi recuperare, ma quando il distacco cresce diventa tutto più difficile. È quello che è successo: a un certo punto si sono formati due gruppi e lui non è riuscito a riagganciarsi al primo“.

Il quadro tecnico delineato da Vasseur è chiaro: non esiste una singola area su cui intervenire, ma un insieme di fattori da ottimizzare: “Guardando al lavoro da fare, le prestazioni arrivano da ogni area, quindi dobbiamo lavorare su tutto. È vero che abbiamo un deficit sul rettilineo, ma questo aspetto è quasi congelato fino al prossimo step regolamentare. Per il resto, dobbiamo concentrarci su aerodinamica, gomme, assetto, su ogni dettagli. Se ci si focalizza solo su un singolo elemento, si rischia di perdere il quadro generale e quindi competitività“.

Da qui, il richiamo a una visione d’insieme e alla necessità di evitare illusioni sul progresso relativo rispetto agli avversari: “Non voglio che ci siano equivoci: tutti svilupperanno la vettura e miglioreranno entro Miami, e noi stiamo già lavorando su ogni area della prestazione. Se guardiamo all’anno scorso, in alcuni momenti abbiamo avuto grandi oscillazioni tra sabato e domenica, e anche tra una sessione e l’altra. Tutti quei parametri sono ancora sul tavolo: il giro di preparazione, l’assetto, la gestione delle gomme. C’è ancora potenziale da sfruttare e dobbiamo farlo. Inoltre, siamo ancora all’inizio del ciclo di sviluppo di questa macchina, quindi il margine di crescita è maggiore rispetto allo scorso anno“.

Infine, un passaggio sul confronto con la Mercedes, che sembra mantenere un vantaggio sul giro secco: “Per quanto riguarda la Mercedes, credo che la differenza tra qualifica e gara sia una tendenza che vediamo dall’inizio della stagione. Non so esattamente quale sia il loro vantaggio sul giro secco, forse cinque o sei decimi, ma in gara questo margine si riduce. Probabilmente è legato anche all’overtake mode: quando sei nel gruppo e in lotta, puoi sfruttare la scia e restare vicino. Questo però significa che, se vogliamo stare davanti, dobbiamo fare ancora un passo in avanti. È questo il nostro prossimo obiettivo“. La conclusione guarda già alla prossima sfida: “Ora lavoreremo in vista di Miami, sapendo che tutti miglioreranno. Sta a noi fare il miglior lavoro possibile per farci trovare pronti“.

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