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Formula 1GP Giappone

Charles Leclerc si sfoga a Suzuka: “Quando sei al 100% dell’acceleratore, il pilota non può nulla. Qualifiche farsa!”

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Charles Leclerc
Charles Leclerc / LaPresse

Il sabato di qualifiche del GP del Giappone di F1, a Suzuka, lascia in eredità soprattutto la frustrazione di Charles Leclerc. Un malessere che il monegasco della Ferrari aveva già lasciato intravedere nel giovedì giapponese e che è esploso definitivamente via radio al termine della Q3.

Già alla vigilia, Leclerc aveva puntato il dito contro alcune dinamiche emerse nelle prime gare stagionali, legate alla gestione dell’energia e a una diversa risposta della monoposto nei momenti chiave del giro secco. Un cambiamento che Charles fatica ad accettare, soprattutto in una F1 che — a suo dire — sembra premiare meno l’istinto e il coraggio del pilota.

Da qui lo sfogo, netto, immediato, senza filtri, affidato alla radio nel momento più caldo del sabato: “Sinceramente non sopporto questa qualifica, è una fottuta farsa. Sono più veloce in curva, accelero prima, ma – per l’amor del cielo! – perdo poi tutto sul rettilineo!“. Parole che fotografano tutta la sua impotenza davanti a un sistema che, in determinate condizioni, annulla quanto costruito nel tratto guidato.

Davanti alle telecamere di Sky Sport, il tono si fa più analitico ma non meno amaro: “Il giro non è stato perfetto, ma sono contentissimo. Però ho perso tanto tempo nel rettilineo e quello è veramente frustrante. Il pilota può fare tante cose, ma quando siamo al 100% all’acceleratore, lì c’è poco da fare“.

Infine, il riferimento al momento decisivo della qualifica: “Nel Q3 non so cosa sia successo, ho perso tanto tempo dalla curva 14-16. Ci ho provato, sono un po’ deluso per il quarto posto. In gara saremo meglio rispetto alla McLaren, penso sarà difficile contrastare Mercedes“. Una polemica che riaccende il dibattito su quanto, nella F1 moderna, conti ancora la mano del pilota rispetto ai sistemi e agli algoritmi. E a Suzuka, almeno per Leclerc, la risposta sembra essere arrivata nel modo più amaro possibile.

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