Seguici su

Biathlon

Biathlon, Oberhof e la staffetta italiana. Una liason neppure troppo nascosta…

Pubblicato

il

Samuela Comola Hanna Auchentaller Dorothea Wierer Lisa Vittozzi

La tradizione vuole che le vacanze natalizie del biathlon si concludano a Oberhof, dove la Coppa del Mondo riparte dopo la pausa per le festività. Domenica 7 gennaio, il programma della tappa prevede le staffette monosesso. Al riguardo è doveroso soffermarsi sul rapporto privilegiato che esiste fra il movimento italiano e la Selva di Turingia.

Il più grande successo mai conseguito in ambito femminile, la medaglia d’oro iridata, è giunta proprio su queste nevi, nel febbraio 2023. Un caso? Possibile, fermo restando che nel settore rosa le affermazioni si contano sulle dita della zampa di un pinguino (tre, per chi non lo sapesse). Si tratta dunque di una rarità vedere l’Italia imporsi in una staffetta riservata alle donne, figuriamoci quando ci sono in palio le medaglie.

Come se non bastasse, Oberhof rappresenta un luogo significativo anche per l’altra metà del cielo, quella dotata di cromosoma Y. Sapete dove sono arrivati tre degli ultimi quattro podi azzurri nelle prove a squadre maschili? Esatto, proprio nel poligono edificato nel cuore della Germania!

Biathlon, ufficializzato il calendario della stagione 2024-2025. L’Italia protagonista con Anterselva

Non finisce qui. L’ultima vittoria di una staffetta italiana fra gli uomini risale esattamente a 12 anni fa. Correva il 4 gennaio 2012 quando il quartetto composto da Christian De Lorenzi, dai fratelli Markus e Dominik Windisch, nonché da Lukas Hofer tagliò il traguardo in prima posizione davanti a Russia e Svezia al termine di una gara folle, condizionata da un fortissimo vento.

Quanti successi tricolori nelle staffette maschili si contano nel XXI secolo? Uno. Quello appena citato! Insomma, se si parla di competizioni in cui gli atleti si devono idealmente passare il testimone, fra l’Italia e Oberhof c’è una liason amorosa neppure troppo nascosta. Domenica assisteremo all’ennesima vampata di passione, oppure quest’anno la tresca salterà un giro, giusto per non diventare troppo palese?

Foto: La Presse