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Internazionali d'ItaliaTennis

Internazionali d’Italia 2026: Urgesi e Basiletti hanno interrotto un lungo digiuno di vittorie italiane nelle qualificazioni femminili a Roma

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Noemi Basiletti
Noemi Basiletti / IPA Sport / Roberta Corradin

Se agli Internazionali d’Italia si è abituati a vedere giocatori italiani vincere un match, talvolta anche vincerne due e riuscire così a qualificarsi per il tabellone principale, questa è cosa ben più rara nel femminile. Complice anche il cambiamento nella distribuzione delle wild card, negli ultimi anni si sono fatte sempre meno frequenti le vittorie di azzurre nel tabellone cadetto.

Anzi, con Federica Urgesi e Noemi Basiletti si è interrotto un digiuno anche troppo lungo. Di cinque anni, per l’esattezza. Da tanto tempo, infatti, un’italiana non vinceva un match nel tabellone di qualificazione sui campi del Foro Italico di Roma. In quel 2021, infatti, toccò a Sara Errani battere la britannica Heather Watson (che l’aveva eliminata in main draw cinque anni prima), salvo poi uscire contro la slovena Polona Hercog, che aveva già eliminato Lucia Bronzetti.

In generale, per tornare a una qualificazione tutta italiana al Foro Italico bisogna risalire al lontano 2009. Toccò in quel caso ad Alberta Brianti (che avrebbe poi vinto un titolo WTA a Fes battendo Simona Halep prima maniera). La giocatrice di San Secondo Parmense prima sconfisse la russa Marina Shamayko, molto nota nell’ambiente dei tornei italiani al tempo, per 6-1 6-0, quindi superò la spagnola Nuria Llagostera Vives per 6-4 6-3. Poi s’imbatté in Francesca Schiavone al primo turno, e perse per 6-4 6-3.

Alcune storie di qualificazioni a Roma, peraltro, sono da ricordare. Nel 2006 entrarono in main draw sia Sara Errani che Romina Oprandi, e se l’una cominciò da quel piccolo passo tutta la sua scalata, per l’altra ci fu un cammino clamoroso, con tanto di 6-0 6-1 su Vera Zvonareva e quarto-thriller perso con Svetlana Kuznetsova. Erano i tempi in cui giocava da italiana, poi dal 2012 andò in quota Svizzera per il resto della carriera (i motivi vanno ricercati in fatti degli Australian Open 2012).

In un’epoca ben diversa dall’attuale, per le ragioni già citate, la qualificazione riusciva con una certa frequenza alle azzurre: Mara Santangelo nel 2005, Adriana Serra Zanetti nel 2003. E poi Francesca Schiavone nel 1999 e 2001, anno in cui s’involò fino ai quarti (percorso: Sugiyama-Maleeva-Petrova fino a Conchita Martinez, non proprio le ultime della classe). Nel 1999 l’Italia fece tris con Antonella Serra Zanetti e Germana Di Natale, nel 1998 ce la fece l’attuale capitana di Billie Jean King Cup Tathiana Garbin. Tra le tante storie degli Anni ’90 (e sono veramente tante), ne spiccano due. Una: Adriana Serra Zanetti nel 1994, anno in cui si spinse fino ai quarti di finale con scalpo di Anke Huber e Brenda Schultz. L’altra: inevitabilmente, Maria Francesca Bentivoglio, un lampo clamoroso che nel 1993 accecò il Foro Italico con partite incredibili contro Jana Novotna e Natasha Zvereva. Aveva 16 anni, smise col professionismo a 18, scegliendo un’altra vita. A proposito di tris: accadde anche nel 1995, con Flora Perfetti, Federica Bonsignori e Gabriella Boschiero.