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Marco Bezzecchi: “Una vittoria che supera ogni aspettativa, è stato bellissimo”
Una vittoria indimenticabile. Marco Bezzecchi ha trionfato per la prima volta in carriera in occasione del GP d’Italia, settimo appuntamento valido per il Mondiale 2026 di MotoGP appena concluso sul mitico tracciato del Mugello. Un successo di elevato valore simbolico quello del pilota Aprilia, il quale ha consolidato il suo primato nella classifica generale.
Nello specifico il centauro in forza all’Aprilia ha battagliato nelle prime battute con la Ducati di Francesco Bagnaia, poi piazzatosi con il brivido sul gradino più basso del podio alle spalle dell’altra moto della casa di Noale, ovvero Jorge Martin, secondo classificato. Una volta arrivato in zona mista, il nativo di Rimini ha commentato quanto fatto:
“Tutto bellissimo – ha detto il “Bezz” – Senza il supporto di tutti sarebbe stato difficile se non impossibile. Questo è un sogno che avevo fin da bambino. I miei portavano me e mia sorella qui, anche ad Assen. Sono sempre stati appassionati, non avevo la minima idea di come fosse vincere qui, oggi si sono superate tutte le aspettative. All’inizio quando Pecco mi ha passato andava forte, io non volevo esagerare e ho fatto dei giri non troppo attaccati per non stressare gomme e temperature, poi ho visto che lui ja iniziato a faticare mentre Martin si avvicinava. Ho provato a passare Pecco alla uno, poi mi sono messo su: con l’aria fresca la moto si è ripresa, ho visto che il vantaggio aumentava ma non volevo mollare. Vedevo la gente in piedi, tutto muoversi; è stato bellissimo“.
Bezzecchi ha poi chiosato: “Io faccio fatica a fidarmi delle persone, per questo tendo a rimanere distaccato. Sentire tutti questi complimenti fa piacere, io sono orgoglioso del mio lavoro ma è impossibile non ammettere che sarebbe tutto impossibile senza il supporto del team e dei famigliari. E’ stato un weekend complicato, specie quando arrivi da pilota abbastanza veloce. Le persone si aspettano tanto, ti danno tutto il loro amore, ma dentro senti la responsabilità di non doverli deludere. Provi a non pensarci, ma alla fine è difficile. Oggi non posso proprio lamentarmi. Il casco? Non ho avuto la fortuna di conoscere Zanardi, ma la sua storia è sempre stata incredibile, ho visto il tributo che gli è stato fatto dalla F1, ho pesato di doverlo fare anche io, perché ero nella posizione di poterlo fare“.
