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Marta Lo Deserto si sfoga: “Constantini e Romei non mi volevano, bastava dirlo. Nessuna risposta e mancanza di rispetto”
Marta Lo Deserto ha concesso una lunga intervista al “Corriere delle Alpi”, nella quale ha parlato della fine del Team Constantini di curling, almeno nella formazione con cui lo abbiamo conosciuto fino ad oggi: l’azzurra ha praticamente affermato di essere stata esclusa dal gruppo.
Le ruggini hanno avuto inizio in un momento preciso: “Credo che tutto nasca da quando siamo arrivate a formare un gruppo di cinque giocatrici, e dunque non tutte potevamo giocare. Io e Angela Romei in particolare ci siamo alternate nello stesso ruolo, credo che da quel momento le cose abbiano iniziato a rompersi“.
L’azzurra è delusa del modo in cui sono avvenute le cose: “Non ci siamo mai viste di persona. Avevo la sensazione che volevano farmi fuori e a dirla tutta anche io pensavo di andarmene perché non c’erano più le condizioni per restare“.
L’italiana spiega tutto ciò che ha fatto per salvare la situazione: “Ho provato a chiedere un confronto con Stefania e Angela, che ho avuto solo dopo diverso tempo, inizialmente non mi sono state date risposte. Lo trovo un po’ assurdo, perché anche quando ci siamo sentite non mi hanno detto direttamente che non mi volevano più. Diciamo che me l’hanno fatto capire“.
Il punto di vista di Lo Deserto: “Per me il concetto di squadra è un altro. Devo dire che me l’aspettavo, dopo quello che è successo in questi anni. Stefania è molto legata ad Angela e ha sempre voluto che giocasse lei al mio posto. Non è facile scendere sul ghiaccio con una persona che non ti vuole“.
Il rammarico dell’azzurra: “Non mi sono piaciuti i movimenti che sono stati fatti alle mie spalle, bastava un po’ di chiarezza e che mi venisse detto in faccia di andarmene, non mi sarei arrabbiata, perché anche io non stavo più bene lì. Dal punto di vista umano non mi è piaciuto come si sono comportate: siamo state in squadra insieme per sei anni e il rispetto lo trovo fondamentale, qui non c’è stato. Volevano costruire una squadra senza di me e dirmelo solo a cose fatte, mettendomi in difficoltà“.
