Internazionali d'ItaliaTennis
Luciano Darderi sconsolato: “Non avevo benzina, finito troppo tardi con Jodar. Dedica a nonna: mi sognava giocatore”
Luciano Darderi ha perso la semifinale degli Internazionali d’Italia, venendo sconfitto dal norvegese Casper Ruud con il punteggio di 6-1, 6-1 al termine di un confronto interrotto per pioggia nel corso del primo set. Il tennista italiano era privo di energie dopo le due grandi imprese firmate contro il tedesco Alexander Zverev (numero 3 del mondo) e lo spagnolo Rafael Jodar (al termine di un confronto terminato alle due di notte), non riuscendo a contrastare il quotato avversario di fronte al proprio pubblico del Foro Italico e uscendo a testa altissima dal torneo di casa.
L’attuale numero 20 del mondo (ma da lunedì 18 maggio sarà al 16mo o al 17mo posto del ranking ATP) ha fatto un punto della situazione in conferenza stampa: “Era stanchezza, ho finito troppo tardi con Jodar, i tempi di recupero sono diversi. Ma questo non toglie meriti a Casper, un grandissimo giocatore, potevo anche perdere stando al 100%. Mi dispiace anche per la gente che oggi è venuta a vedere, perché non sono riuscito a dare il massimo, ma ho dato il mio massimo tutto il torneo, oggi non avevo proprio benzina, ero a zero. Lui è partito già forte dai primi game, poi lo stop per pioggia non ha migliorato, ma peggiorato. Ho finito però alle 2 del mattino, e ho giocato alle 15 oggi, lui ha avuto tempi di recupero più ampi. Difficile finire tardi, ma sono cose che capitano”.
Il 24enne ha poi proseguito, elogiando i tifosi che lo hanno sostenuto al Foro Italico: “Ho sempre lottato tutte le partite, cercando di dare il massimo. Sono felice di questa settimana, è stato un sogno. Due settimane fa non ci avrei mai creduto. Dovrò aspettare fino all’anno prossimo per giocare qui, una settimana da sogno. Voglio organizzare tutti coloro che c’erano, gli organizzatori. Perché è stato il torneo più bello della mia vita finora. Devo migliorare ancora tantissimo, ma son cresciuto in fiducia, non si fa sempre semifinale in un 1000. Ho vinto tante partite ad altissimo livello, da Zverev a Jodar, livello molto alto. Il ricordo più bello aver raggiunto la semifinale alle 2 del mattino sul Centrale“.
L’azzurro ha poi voluto fare una dedica per il bel percorso di cui si è reso protagonista sulla terra rossa di Roma: “Sicuramente a mia nonna, che adesso non c’è più. Lei è sempre stata vicino a me, è una bellissima cosa per lei, chissà se da qualche parte la vede. Il suo sogno era che diventassi giocatore di tennis, ce l’abbiamo fatta. E a mio padre, grazie a lui sono un giocatore, e sono la persona che sono dentro e fuori dal campo. Devo ringraziarlo veramente tanto, ha sempre fatto di tutto per farmi diventare un giocatore di tennis”.
