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John McEnroe avverte Sinner: “Sarà il favorito al Roland Garros, ma avrà tutti contro”
Siamo ormai pronti per alzare il sipario sull’attesissimo Roland Garros 2026. Il secondo torneo del Grande Slam dell’anno, ovviamente sulla terra rossa parigina, si apre con un grande assente, un ovvio e chiaro favorito e tanti pretendenti a piazzare la sorpresa. Per fare qualche nome: Carlos Alcaraz, il vincitore della scorsa edizione, sarà ai box ancora a lungo per l’infortunio al polso; Jannik Sinner proverà a non fermare la sua clamorosa striscia di successi, mentre per il ruolo di “outsider” ci affidiamo a John McEnroe.
Lo statunitense, infatti, ha provato a fare le carte al torneo che, ad onor del vero, non ha mai vinto. Dei suoi sette titoli nei tornei Major, infatti, il newyorkese non ne ha nemmeno uno nella capitale francese. Chi proverà a centrare il suo primo trionfo sul Philippe Chatrier, invece, c’è il nostro Jannik Sinner che, giova ricordarlo, un anno fa si fermò in finale dopo non aver convertito diversi match point contro Carlos Alcaraz che, come ben sappiamo, non potrà difendere il suo titolo.
Per John McEnroe questa assenza apre scenari interessanti e riscrive quasi tutte le gerarchie alle spalle del numero 1. “Secondo me la competizione al Roland Garros sarà quanto mai aperta. Sia ben chiaro, l’ovvio favorito sarà Jannik Sinner, ma alle sue spalle molto bollirà in pentola. La mia sensazione è che l’altoatesino sarà in una sorta di ‘uno contro tutti’. Una condizione che non lo spaventerà di sicuro e, anche per questo, lo metto come primo candidato al successo finale”. (Fonte: TennisWorldItalia).
Il finalista del Roland Garros 1984 (quando venne sconfitto in cinque set 3-6, 2-6, 6-4, 7-5, 7-5 da Ivan Lendl, tuttavia, non esclude alcuni nomi importanti: “La strada è aperta per Djokovic e Zverev. Ora possono sperare. Bisogna ammettere che, mentre sembrava sempre più improbabile che vincesse un altro torneo del Grande Slam, la strada si è chiaramente aperta di più per Djokovic così come per Zverev, ad esempio, e altri giocatori che hanno avuto difficoltà. Si può dire che la competizione è ampiamente aperta e apre le porte a tutta una serie di altri giocatori che potrebbero fare percorsi che prima non avrebbero mai potuto sperare di fare”.
