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CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Il Team SD-Worx dopo la squalifica di Wiebes: “Non c’è una spiegazione, abbiamo dubbi sulle procedure usate dalla Giuria”

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Lorena Wiebes
Lorena Wiebes / LaPresse

La prima tappa dell’edizione 2026 del Giro d’Italia femminile si è conclusa con un clamoroso colpo di scena. L’olandese Lorena Wiebes, vincitrice della frazione Cesenatico-Ravenna e, di conseguenza, prima Maglia Rosa, è stata squalificata dalla giuria, ed espulsa dalla corsa, per l’uso di una bicicletta ritenuta irregolare a causa di un peso inferiore rispetto alle regole dettate dall’Unione Ciclistica Internazionale.  La Sd Worx-Protime non condivide però la decisione e stigmatizza la decisione degli organizzatori.

La squadra neerlandese precisa: “Siamo sbalorditi dalla decisione della commissione dei commissari UCI – le parole cottenute nella note – Secondo la commissione, la bicicletta pesava 6,78 chilogrammi e quindi non rientrava nel requisito minimo di peso di 6,8 chilogrammi previsto. Noi abbiamo seri dubbi sulle procedure di pesatura delle biciclette al Giro d’Italia. Ad esempio, si è riscontrata una differenza di peso di oltre 50 grammi tra la prima e la seconda pesatura della bicicletta di Wiebes dopo l’arrivo della tappa a Ravenna“.

La Sd Worx-Protime aggiunge: “Wiebes ha utilizzato questa bicicletta in diverse occasioni in questa stagione, sempre con la stessa configurazione. Ha ottenuto numerose vittorie con questa bici. Inoltre, all’inizio di quest’anno, la bicicletta era stata pesata dai funzionari UCI dopo diverse gare in cui Wiebes aveva vinto in volata in modo convincente. In ogni occasione, il peso della bicicletta è risultato ampiamente superiore al limite di 6,8 chilogrammi. Non comprendiamo quindi come la stessa bicicletta possa ora essere improvvisamente pesata al di sotto del peso minimo richiesto”.

Sul valore di una sanzione ritenuta eccessiva: “La Sd Worx-Protime ritiene che la squalifica di Wiebes sia una sanzione eccezionalmente severa. In una tappa pianeggiante per velociste, a differenza di una tappa di montagna, una piccola riduzione di peso non offre praticamente alcun vantaggio. Ciò è certamente vero per una ciclista come Wiebes, che ha vinto la volata di Ravenna con tre lunghezze di bicicletta di vantaggio. Non abbiamo una spiegazione per il fatto che la sua bicicletta sia stata trovata al di sotto del peso minimo in questa occasione”.

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