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CiclismoStrada

Giro d’Italia femminile 2026, clamorosa squalifica per Lorena Wiebes: cosa è successo al termine della prima tappa

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Lorena Wiebes
Lorena Wiebes / IPA_Agency

Da trionfatrice della prima tappa a esclusa dalla corsa nel giro di poche ore. È il clamoroso epilogo della giornata inaugurale del Giro d’Italia femminile 2026 per Lorena Wiebes, protagonista di una vicenda destinata a far discutere il mondo del ciclismo.

L’olandese della SD Worx-Protime aveva conquistato sul traguardo di Ravenna il successo nella frazione d’apertura, imponendosi allo sprint davanti a Elisa Balsamo e indossando anche la prima maglia rosa. Tuttavia, le verifiche tecniche effettuate dai commissari dell’UCI al termine della gara hanno completamente ribaltato l’esito della tappa.

Secondo quanto emerso dai controlli, la bicicletta utilizzata dalla campionessa neerlandese non rispettava i parametri previsti dal regolamento tecnico internazionale. Il mezzo è infatti risultato al di sotto del peso minimo consentito di 6,8 chilogrammi, requisito stabilito dall’articolo 1.3.019 delle norme UCI.

L’irregolarità ha comportato l’applicazione della sanzione più severa prevista in questi casi: la squalifica immediata dell’atleta dall’intera competizione. Non una semplice penalizzazione o la sola cancellazione del risultato di tappa, ma l’estromissione definitiva dal Giro, formalizzata dai giudici con la dicitura DSQ.

La decisione ha avuto effetti immediati sulla classifica della frazione inaugurale. La vittoria è stata assegnata a Balsamo, promossa al primo posto e nuova leader della corsa. Alle sue spalle sono avanzate di una posizione anche Chiara Consonni, seconda classificata, e Arlenis Sierra, che completa il podio di giornata.

Le conseguenze non si sono limitate alla sola atleta. La giuria ha infatti disposto una multa di 500 franchi svizzeri nei confronti di Danny Stam, direttore sportivo della SD Worx-Protime. Nel ciclismo professionistico, infatti, la responsabilità del rispetto delle specifiche tecniche dei materiali ricade anche sullo staff della squadra, chiamato a verificare che biciclette e componenti siano conformi alle disposizioni regolamentari prima della partenza.

L’episodio rappresenta uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni in una grande corsa a tappe femminile. Per Wiebes, invece, quella che sembrava una giornata perfetta si è trasformata in una delle pagine più amare della sua carriera, con la cancellazione della vittoria e l’esclusione dal Giro ancora prima che la corsa entrasse nel vivo.

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