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Giulio Pellizzari onesto: “Ho esagerato, mi dispiace aver buttato tutto per seguire Vingegaard”
Giulio Pellizzari aveva espresso grande fiducia alla vigilia della settima tappa, il primo vero crocevia del Giro d’Italia 2026: dopo aver risposto presente all’attacco piazzato da Jonas Vingegaard nella seconda frazione in Bulgaria, il giovane talento marchigiano sperava di replicare anche sul primo arrivo in salita di questa edizione della Corsa Rosa e fornire una chiara risposta sulle sue ambizioni di salire sul podio finale a Roma.
Il capitano della Red Bull-BORA-hansgrohe ha fatto lavorare i suoi uomini, che hanno preso di petto il Blockhaus e ha poi tenuto la ruota del fuoriclasse danese in occasione della sua prima vera accelerazione a 5,5 km dal traguardo. La grande promessa del ciclismo tricolore non si è tirato indietro anche in occasione della seconda progressione a 4,4 km, ma duecento metri più tardi ha pagato dazio ed è andato in seria difficoltà.
Il 22enne è stato scavalcato dall’austriaco Felix Gall ed è stato ripreso dal compagno di squadra Jai Hindley e dall’altro australiano Ben O’Connor, chiudendo con un ritardo di 1’05” dal grande favorito della vigilia. L’azzurro occupa ora il quinto posto in classifica generale, a 1’11” da Vingegaard, 54” da Gall, 3” da Hindley. Giulio Pellizzari ha analizzato la propria prestazione ai microfoni della Rai: “Sapevo che Vingegaard parte molto forte e di solito ha uno scatto molto forte, l’ho seguito esagerando“.
Il ribattezzato Duca di Camerino ha ammesso l’errore: “Lezione per la prossima volta. Stavo anche bene, mi dispiace avere buttato via tutto per avere cercato di seguirlo“. Domani sono previsti i Muri marchigiani, proprio sulle strade di casa: magari potrebbero arrivare dei segnali in vista dell’arrivo di Corno alle Scale previsto domenica.
