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GP CatalognaMotoGP

Francesco Bagnaia: “Il podio non me lo sento meritato, sono scioccato per l’incidente di Zarco”

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Francesco Bagnaia
Francesco Bagnaia / Valerio Origo

Il podio conquistato da Francesco Bagnaia nel Gran Premio di Catalogna racconta solo una parte di quello che è successo a Barcellona. In una domenica segnata da incidenti pesantissimi, bandiere rosse e polemiche sulla gestione della sicurezza, il terzo posto del pilota Ducati è arrivato quasi in secondo piano, travolto da un clima di forte tensione dentro e fuori dalla pista. E lo stesso Bagnaia, a fine gara, ha scelto di non nascondersi, ammettendo con lucidità che il risultato finale sia stato ben più generoso rispetto a quanto mostrato in pista.

Il GP si è trasformato in una corsa ad eliminazione già nelle prime fasi, con i terribili incidenti di Alex Marquez e Johann Zarco che hanno costretto la Direzione Gara a interrompere più volte la competizione. Alla fine, i piloti rimasti in gara hanno affrontato una terza partenza su appena dodici giri, una sorta di Sprint improvvisata che, almeno stavolta, è arrivata senza ulteriori interruzioni.

In mezzo al caos, Bagnaia ha raccolto una top-3 inattesa. Fino all’ultimo giro il campione piemontese navigava infatti in sesta posizione, salvo poi guadagnare terreno grazie al contatto tra Ai Ogura e Pedro Acosta all’ultima curva, episodio costato la caduta allo spagnolo e una penalità al giapponese, e alla successiva sanzione inflitta a Joan Mir per irregolarità nella pressione degli pneumatici.

Un epilogo favorevole che però il ducatista non ha voluto celebrare troppo: “Sicuramente abbiamo lavorato benissimo a livello sportivo e non è stato facile, perché le mie difficoltà col grip su una pista come questa sono moltiplicate per dieci“, ha spiegato ai giornalisti presenti a Barcellona. Poi l’ammissione più significativa: “Onestamente, la gara di oggi l’ho finita sesto, poi è successo tutto il patatrac di cui siamo stati estremamente fortunati su ogni aspetto ed ho finito terzo, ma non me lo sento molto meritato“.

Gli unici che se lo meritano sono i ragazzi al box, che lavorano tanto e insieme a me fanno il massimo per arrivare ad ottenere risultati“, ha aggiunto, sottolineando il lavoro del team Ducati. “Però ci vuole un po’ di respiro dopo una giornata come oggi e bisogna trarre il positivo: come il weekend scorso siamo stati veloci, abbiamo lavorato bene e dobbiamo solo incastrare tutte le cose“.

La parte più difficile della domenica, però, Bagnaia l’ha vissuta durante il secondo via, quando è rimasto coinvolto nel violento incidente di Zarco. Il francese della Honda LCR ha tamponato la Ducati del torinese in frenata, rimanendo addirittura agganciato alla Desmosedici prima di finire rovinosamente nella ghiaia. Un’immagine impressionante, che ha colpito profondamente anche lo stesso Bagnaia.

Alla seconda ripartenza, onestamente mi aspettavo che tutti fossero più cauti in prima frenata”, ha raccontato. “Ma rivedendo il video, Zarco non ha fatto nulla di sbagliato, quindi c’era qualcosa di strano sulla sua moto, perché ha iniziato a frenare prima ma non è riuscito a fermarla“. Più ancora dell’impatto, però, a colpirlo è stata la scena immediatamente successiva: “L’impatto con il terreno è stato molto forte, enorme, ma non appena ho visto Johann agganciato alla mia moto, ho visto la sua gamba e quel dolore, è stato un duro colpo per me“.

Anche Bagnaia ha riportato conseguenze fisiche dopo la caduta, tanto da sottoporsi ad accertamenti al termine della corsa. “Mi sono fatto fare una radiografia al polso sinistro: è tutto a posto, anche se non mi sento molto bene“, ha spiegato. “Il problema è al collo: ho subito un forte impatto ed ho le vertigini a causa della colonna cervicale“.

Le condizioni della pista e la scelta di proseguire la gara dopo i numerosi incidenti hanno inevitabilmente riaperto il dibattito sulla sicurezza in MotoGP e sul reale peso della Safety Commission nelle decisioni del weekend. Bagnaia, senza alzare i toni, ha però lanciato messaggi molto chiari.

Non so bene cosa rispondere, noi siamo qua per correre in moto e dare il massimo“, ha detto parlando del ruolo dei piloti nelle decisioni della Direzione Gara. “Non siamo quelli che devono decidere, ma siamo quelli che possono influenzare queste cose. La Safety Commission è stata creata per questo e si può provare a farlo, ma bisogna andarci tutti“.

Il riferimento è alla scarsa partecipazione dei piloti alle riunioni dedicate alla sicurezza, tema che il piemontese considera centrale: “Ci sono state diverse situazioni contestabili questo weekend, quindi spero di vedere più gente alla prossima Safety Commission“.

Pecco ha poi voluto chiarire che, almeno formalmente, nessun pilota è costretto a correre se non si sente nelle condizioni di farlo: “Nessuno obbliga nessuno, se tu non vuoi partire, non parti. Ognuno prende le sue decisioni, ma ovviamente sei pagato un sacco di soldi e ci sono un sacco di sponsor“. Un equilibrio delicato tra libertà personale e responsabilità professionale. “Non dico che tu sia obbligato, ma è giusto rispettare il tuo lavoro. In una situazione come oggi, la terza partenza è stata forzata, ma fino a lì direi che si parte“.

Infine, il ducatista è tornato ancora una volta sul funzionamento della Safety Commission, indicando quale sia, secondo lui, il vero problema attuale: “In questo momento è tutto in mano ai team, che decidono sulle varie cose“. Per Bagnaia non serve necessariamente una figura forte al comando, quanto piuttosto una partecipazione collettiva da parte dei piloti: “Basterebbe andare tutti insieme in Safety Commission come si faceva una volta, votando per le cose che vanno cambiate. Adesso, essendo in tre, fai fatica ad aver voce, perché se non ci siamo tutti, non si può fare niente“.