Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Internazionali d'ItaliaTennis

AVE SINNER, OTTAVO RE DI ROMA! Il n.1 regala all’Italia il titolo degli Internazionali 50 anni dopo Panatta!

Pubblicato

il

Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Cinquant’anni dopo Adriano Panatta (ok, manca qualche giorno al 30 maggio 1976, ma la sostanza è quella) Jannik Sinner riporta un italiano a vincere gli Internazionali d’Italia. Tanto è cambiato da allora: il Centrale oggi è un altro, il campo oggi intitolato a Nicola Pietrangeli è pochi metri più in là. Ma la gioia è infinita, vera, reale: 6-4 6-4 al norvegese Casper Ruud in un’ora e 45 minuti e arriva il quinto Masters 1000 stagionale su 5 disputati per il numero 1 del mondo. Tutto per un altro pezzo di storia, voluto, atteso, cercato. E con tutti gli spettatori di Roma e non solo ai piedi di un uomo di 24 anni che, oggi, sorride. Perché i 1000 li ha vinti tutti. Completando la sequenza in nemmeno tre anni.

L’inizio è totalmente favorevole a Ruud, che vince sette dei primi otto punti, tenta di tenere Sinner sulla diagonale di rovescio e guadagna due palle break mentre al numero 1 la prima manca del tutto. Jannik perde il dritto in avanzamento ed è già 0-2. Nel game successivo, però, tutto si riequilibra: tre errori del norvegese, un rovescio lungolinea di Sinner ed è 1-2. Si prosegue poi sotto una calma relativa, mentre l’italiano inizia a ritvovare dritto e prime e il suo avversario a livello difensivo entra in modalità muro. Sul 3-3 arriva lo 0-30, ma Ruud riesce a risalire (anche con un pizzico di fortuna nella lotta dei vantaggi) e va sul 3-4. Poi, sul 4-4, e più ancora dal 15-15, arriva lo show: due palle corte, una di rovescio e una di dritto, sulle quali Ruud neanche parte. Due palle break: sulla seconda torna il dropshot, il norvegese ci arriva, ma il recupero è lungo. Pochi ulteriori minuti, uno smash in salto a seguire il servizio (non alla Pete Sampras, ma di sicurezza) ed è 6-4.

Pronti via, e si riparte con Sinner già ben più che carico: va sul 30-40 e chiude lo scambio con il rovescio vicino all’incrocio delle righe per siglare il break, poi confermato a 15 e chiuso con il primo ace della giornata. Ci sarebbe anche l’opportunità di andare sul 3-0, in una fase nella quale da fondo Jannik riesce a comandare con forza, ma quell’opportunità Ruud gliela nega. Da quel momento in avanti ricominciano a esserci scambi intensi, alle volte il norvegese riesce anche a trovare delle difese superbe, quando non addirittura miracolose, e sul 3-2 riesce ad andare sul 30-30, ma Sinner riesce sempre a restare in controllo. Anche l’ottavo game è complicato, va ai vantaggi, e uno smash impattato male (lungo) significa palla del controbreak per Ruud. Annullamento semplice: servizio e dritto. Poi il 5-3 è semplice. E, pochi minuti dopo, il numero 1 va a servire per il match sul 5-4. Contropiede di dritto, prima esterna, scambio chiuso con la volée di rovescio per i tre match point. Per chiudere l’ora e 45 in campo bastano un paio di dritti, uno lungolinea e uno incrociato sulla riga che vale la fine di cinquant’anni di attesa.

Jannik Sinner è sempre più in alto. Perché diventa il primo uomo dal 2010 a completare il trittico rosso. Quell’unico altro si chiamava Rafael Nadal, l’uomo che il mattone tritato l’ha dominato per una vita. Ed è a 29 vittorie consecutive in stagione, 34 nei Masters 1000. Per riuscirci, 26-15 contro 22-23 nel rapporto vincenti-errori gratuiti. In una giornata da 83% di punti vinti con la prima. E in un giorno del quale l’Italia si ricorderà. E adesso c’è l’altra rincorsa: quella al Roland Garros.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI