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Giro d’Italia 2026, ottava tappa Chieti-Fermo: i muri possono creare scompiglio e distacchi
Il fine settimana è quasi sempre considerato come uno spazio in cui condensare il miglior spettacolo possibile per accontentare i gusti degli appassionati che, liberi da impegni lavorativi, possono dedicarsi alle corse. Si corre sabato 16 maggio l’ottava tappa del Giro d’Italia, la Chieti-Fermo di 156 chilometri, frazione in cui i muri possono creare scompiglio e distacchi.
I corridori, nel contesto di un percorso misto, affrontano una prima parte di gara totalmente pianeggiante, su strade larghe e rettilinee, mentre nella seconda si cimentano con una serie di saliscendi e di muri da dover affrontare. Sono quattro i GPM in programma, tre di quarta categoria e uno di terza.
I ciclisti, dopo aver affrontato lo sprint intermedio di Cupra Marittima al chilometro 96, scalano Montefiore dell’Aso, terza categoria di 9,1 chilometri al 3,8%, prima di dirigersi verso Monterubbiano, quarta categoria di 4,7 chilometri al 5,8%.
La gara transita una prima volta da Fermo per affrontare il “muro” di via Cardarelli prima di raggiungere la SS.16 Adriatica per affrontare la salita di Capodarco (GPM di quarta categoria di 4 chilometri al 5,3% di pendenza media) e in rapida sequenza la salita di Fermo-Reputolo, la pendenza massima tocca il 22%, con successivo arrivo situato su una rampa che presenta una pendenza media del 10%.
