CiclismoStrada
Colpo di scena alla Parigi-Roubaix: foratura per Tadej Pogacar, distacco elevato. Rientra, si gioca la vittoria, poi lo sprint…
AGGIORNAMENTO ORE 16.25. Pogacar ha chiuso al secondo posto, perdendo la volata al Velodromo con il belga Wout van Aert.
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AGGIORNAMENTO ORE 15.35. Pogacar si trova solo con Van Aert al comando quando mancano 37 km al traguardo. Hanno 38” su van der Poel.
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AGGIORNAMENTO ORE 14.50. Pogacar ha cambiato bicicletta a 71 km dal traguardo e ha dovuto recuperare in solitaria una dozzina di secondi di stacco dal gruppetto dei migliori. Gli sono serviti circa tre chilometri.
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AGGIORNAMENTO ORE 14.15. Tadej Pogacar è rientrato a 98 km dal traguardo, proprio mentre ci si stava riorganizzando per imboccare la Foresta di Arenberg.
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Colpo di scena alla Parigi-Roubaix, quando mancavano 120 km al traguardo posto nel Velodromo più iconico del mondo: durante il settore in pavé numero 22 (il tre stelle di difficoltà da 2,5 km da Quérénaing a Maing), Tadej Pogacar ha dovuto fare i conti con una foratura alla ruota anteriore (tra l’altro dopo il gran chiacchierare sul tipo di pneumatici speciali pensati per questa corsa). Un inconveniente tipico quando si corre l’Inferno del Nord, un problema all’ordine del giorno quando ci si cimenta con la Classica Monumento più anacronistica e per questo motivo più romantica del panorama internazionale.
Il fuoriclasse sloveno si è presentato all’appuntamento nel nord della Francia con il chiaro obiettivo di imporsi per la prima volta in carriera e di mantenere vivo il sogno di vincere tutte le Monumento nella stessa stagione (impresa mai riuscita nella storia del ciclismo), visto che nelle ultime settimane ha dettato legge alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre. Il 27enne è sceso rapidamente dalla propria bicicletta ed è dovuto montare su un mezzo non suo, fornito da un’ammiraglia di servizio.
Tadej Pogacar ha pedalato su una bici “neutrale” per tutto il settore numero 22 e per il successivo (tre stelle da 1,6 km tra Maing a Monchaux-sur-Ecaillon), accusando una trentina di secondi di distacco dal gruppo principale trainato dalla Alpecin-Premier Tech dell’olandese Mathieu van der Poel, vincitore delle ultime tre edizioni e grande rivale di Pogacar per il trionfo a Roubaix (nessun uomo ha mai alzato le braccia al cielo per quattro volte di fila).
Dopo aver superato la fase più critica, Pogacar si è fermato e ha ricevuto la sua seconda bicicletta da parte dell’ammiraglia della UAE Emirates, rilanciando così l’inseguimento con un ritardo di 35 secondi dalla vetta. Riuscirà a rientrare prima della Foresta di Arenberg, primo grande crocevia all’Inferno del Nord? Un canovaccio non nuovo, visto già tre settimane fa alla Milano-Sanremo, quando rientrò sulla Cipressa dopo una caduta.
