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Poker azzurro avanti nelle qualificazioni della sprint femminile alle Olimpiadi! Svedesi al vertice
Ottima performance per le fondiste italiane nella qualificazione della sprint a tecnica classica delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. A Tesero, c’è un 4/4 da parte delle azzurre, che dunque si qualificano tutte per la fase a eliminazione diretta, quella che deciderà le medaglie nel primissimo pomeriggio. Ma non di sola Italia si parla quest’oggi: è la Svezia, come vedremo, a dettar legge.
Primo posto, e con netto margine, per Linn Svahn in 3’36”21: per lei ottima seconda parte di gara sui 1600 metri del percorso. Alle sue spalle la tripletta svedese la completano Jonna Sundling e Johanna Hagstroem, rispettivamente a 1”03 e a 2”64. In sostanza, la conferma di ciò che già si sapeva: quest’oggi la Svezia arriva qui non per fare una figura qualsiasi, ma per incassare il più possibile in termini di medaglie.
Quarto posto per Jasmi Joensuu: la finlandese è a 3”43 davanti alla svizzera Nadine Faehndrich, che si colloca a 3”66. Sono loro due le principali rivali delle svedese. Al sesto posto la prima e migliore notizia in casa Italia: Nicole Monsorno, con il sesto posto a 3”76 davanti a una delle figure di riferimento del movimento svedese, Maja Dahlqvist, a 5”26. Ottava e nona Caterina Ganz e Federica Cassol, rispettivamente a 5”92 e a 6”27; chiude la top ten la finlandese Johanna Matintalo a 6”59.
Meno bene la norvegese Kristine Stavaas Skistad, già vittima di una caduta in allenamento, e al 14° posto con un ritardo di 9”04. La quarta (su quattro) azzurra qualificata è Iris de Martin Pinter, al 19° posto con un divario di 10”09 da Svahn e proprio davanti a Jessie Diggins, anche se questa non è la gara dell’americana, ventesima a 10”46. Dalle 11:45 si farà sul serio con i quarti di finale, e per allora la speranza è di vedere le italiane riuscire a superare lo storico grande ostacolo stagionale, quello dei confronti nelle batterie con sei fondiste per ciascuna di esse.
Monsorno, però, quando si tratta di scegliere quale batteria disputare non si presenta (forse un piccolo ritardo, ma fatale): viene così assegnata alla prima, durissima, con Sundling, Joensuu e Skistad. Ganz finisce nella seconda con Svahn e Faehndrich, Cassol nella quarta con Dahlqvist e Diggins, de Martin Pinter in quinta con Hagstroem e Rydzek.
