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Il mito di Armin Zoeggeler: da Cannibale in pista a guru da dt!

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Armin Zoeggeler

La costruzione del budello a Cortina d’Ampezzo in occasione delle Olimpiadi Invernali ha fatto parecchio discutere, anche per via dei costi previsti per la messa in opera della pista riservata a slittino, bob e skeleton. La spesa di 118 milioni di euro ha creato parecchie polemiche ed è destinata a fare discutere anche in futuro, intanto l’Italia ha già festeggiato due medaglie d’oro (Voetter/Oberhofer e Rieder/Kainzwaldner nei doppi) e un bronzo (Dominik Fischnaller nel singolo), senza dimenticarsi della quarta piazza di Verena Hofer. Il tutto in attesa della staffetta di slittino e delle gare di skeleton e bob che animeranno la seconda parte dei Giochi.

Trionfi che fanno stare più tranquilli per il futuro e per il mantenimento della struttura, non come successe con la dismessa pista di Cesana dopo le Olimpiadi di Torino 2006. Avere un budello in casa è fondamentale per l’intero movimento: significa possibilità di allenarsi con costanza e a ripetizione, senza dover sostenere gli ingenti costi di trasferta che erano richiesti fino a un paio di anni fa, quando gli azzurri erano obbligati ad andare oltre confine per prepararsi alle gare e affrontare la Coppa del Mondo. Siamo partiti dalla pista perché è uno dei segreti dietro i risultati degli azzurri insieme alla guida di Armin Zoeggeler, l’incarnazione vivente dello slittino.

Il ribattezzato Cannibale, l’uomo che quando era sul ghiaccio lasciava le briciole agli avversari, un vincitore seriale, un dominatore totale, un uomo capace di laurearsi Campione Olimpico in due occasioni (a Salt Lake City 2002 e a Torino 2006, mettersi al collo due ori a cinque cerchi di fila è impresa molto rara alle nostre latitudini) e di salire sul podio dei Giochi per ben sei edizioni consecutive (bronzo a Lillehammer 1994, argento a Nagano 1998, bronzo a Vancouver 2010 e a Sochi 2014), il primo a riuscire in questa impresa alle Olimpiadi (estive e invernali) a livello globale.

Sei volte Campione del Mondo tra il 1995 e il 2011, detentore della Coppa del Mondo in dieci occasioni (dal 1998 al 2011) con 57 successi individuali nel massimo circuito internazionale itinerante, prima di annunciare il ritiro nel 2014 ed essere investito del ruolo di Direttore Tecnico della Nazionale Italiana. E in questa nuova dimensione, a 51 anni, ha eguagliato i suoi due successi da atleta alle Olimpiadi, nel giro di pochi minuti in una serata memorabile.

Sono due status diversi, le sensazioni e le emozioni sono differenti, l’adrenalina avrà un altro sapore, le responsabilità sono di altro calibro, ma una cosa non cambia: la grandezza di un Cannibale entrato nella leggenda anche da DT. Semplicemente monumentale, sempre di più nella storia dello sport italiano.