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Giada D’Antonio, quattro uscite su quattro in Nor-Am: troppi riflettori, percorso che richiede tempo
Va in archivio con un bilancio oggettivamente fallimentare a livello di risultati la trasferta oltreoceano di Giada D’Antonio, che ha collezionato quattro uscite consecutive (due in gigante e due in slalom) in Canada nel circuito Nor-Am Cup di sci alpino. La giovane promessa azzurra, lanciata in Coppa del Mondo a soli 16 anni lo scorso 28 dicembre a Semmering, non ha centrato quindi l’obiettivo di raccogliere punti pesanti per abbassare i pettorali di partenza nei prossimi appuntamenti del Circo Bianco.
La napoletana classe 2009, considerata uno dei talenti più interessanti in prospettiva per il movimento italiano, aveva impressionato a novembre vincendo due slalom FIS consecutivi in Svizzera e guadagnandosi la convocazione per le prime gare stagionali della Nor-Am Cup a Copper Mountain, in cui aveva raccolto un paio di piazzamenti a ridosso della top10 in gigante ed un’uscita tra i pali stretti.
Il debutto in Coppa del Mondo ha aumentato a dismisura l’attenzione mediatica nei suoi confronti, complice la sua giovane età e la regione di provenienza, ma tutto ciò rischia talvolta di rendere meno serena l’atleta in questione. I risultati recenti sono sotto gli occhi di tutti, però il potenziale della ragazza non è in discussione e si può intravedere qualcosa di speciale anche analizzando l’andamento di queste gare nordamericane.
Ad oggi Giada è più competitiva in slalom che in gigante, ed è proprio tra i rapid gates che ha dimostrato a sprazzi una velocità davvero notevole tenendo il passo delle migliori (prima di uscire) in entrambe le prime manche disputate sulle nevi canadesi di Mont Saint-Sauveur nonostante un pettorale superiore al 30. Chi sperava di ottenere tutto e subito rimarrà deluso, ma i margini di miglioramento sono sconfinati e la campana ha tutte le carte in regola per togliersi delle belle soddisfazioni in futuro.
