Seguici su

Atletica

Quante medaglie per l’Italia ai Mondiali di atletica? Numero di carte non esagerato, ma di qualità

Pubblicato

il

Gianmarco Tamberi

L’Italia ha le carte in regola per essere protagonista ai Mondiali di atletica di Budapest che iniziano il prossimo 19 agosto: ai nastri di partenza saranno presenti tutti i 5 Campioni Olimpici di Tokyo 2020, a differenza dello scorso anno ad Eugene quando gli azzurri portarono a casa due medaglie, l’oro di Stano e il bronzo di Elena Vallortigara.

C’è bisogno di una vera e propria impresa per il più atteso di tutti, il campione olimpico dei 100 a Tokyo Marcell Jacobs, che cercherà una magia assoluta nella sua gara avendo gareggiato pochissimo a causa degli infortuni in questa stagione e dovendo affrontare atleti che, invece, hanno gareggiato tanto e fatto segnare tempi di assoluto valore in stagione.

Le carte da medaglia più importanti sono quelle legate ai salti per la squadra italiana. Gianmarco Tamberi ha fatto vedere nelle ultime uscite di valere il podio iridato. Se non ci saranno intoppi di carattere fisico, il saltatore marchigiano, guidato dal nuovo tecnico, l’ex azzurro Giulio Ciotti, potrà cercare di ottenere un altro alloro importante anche se il favorito numero uno resta colui che ha condiviso l’oro olimpico con Gimbo, il qatarino Barshim.

Nei 20 km di marcia maschile c’è grande attesa per una coppia di azzurri che potrebbero togliersi grandi soddisfazioni: da una parte c’è il campione olimpico e mondiale uscente Massimo Stano, che arriva da una stagione non straordinaria ma che in passato ha fatto vedere di sapersi far trovare pronto al momento giusto, dall’altra c’è l’astro nascente della marcia azzurra, l’andriese Francesco Fortunato che quest’anno ha vinto la 20 km di Coppa Europa denotando una grande condizione e anche una grande autorità nell’affrontare lla gara.

Nella 20 km c’è il ritorno di Antonella Palmisano che per forza non potrà essere al meglio della condizione dopo quasi due anni di stop ma anche lei quando prende il via non lo fa mai solo per partecipare e dunque c’è da credere che la forma sia quella giusta per tornare nell’elite mondiale della marcia che ha nella peruviana Kimberly Garcia la dominatrice annunciata, dopo il doppio oro dello scorso anno.

Si sognerà in grande anche con Larissa Iapichino nel salto in lungo. La figlia d’arte di Fiona May ha vinto tre gare della Diamond League in stagione, arriva a Budapest con la miglior misura e sembra in rampa di lancio per migliorare ancora e provare a superare la barriera dei 7 metri: ci dovesse riuscire sarebbe sicuramente in lotta per le medaglie anche se le rivali, Mihambo su tutte, si sono un po’ nascoste finora ma c’è da giurare che non lasceranno nulla di intentato.

Sogna anche Mattia Furlani, il giovanissimo specialista del salto in lungo, reduce dall’oro all’Europeo Under 20 con un salto di 8.23 che potrebbe già valere un posto nell’elite mondiale a Budapest. Altra gara da tenere d’occhio è il getto del peso con Zane Weir che ha abbattuto da poco la barriera dei 22 metri e dovesse migliorarsi ulteriormente entrerebbe in rotta di collisione con i giganti della specialità e con Leonardo Fabbri reduce dalla stagione del rilancio dopo i problemi fisici dello scorso anno. Sara Fantini potrebbe sbalordire nel lancio del martello ma serve una vera impresa, come per Claudio Stecchi nel salto con l’asta. Alessandro Sibilio, che al meglio vale un posto a ridosso del podio, ha rischiato di non esserci e già arrivare in finale per lui sarebbe un grande risultato.

Siccome sognare non costa nulla va ricordato che la staffetta 4×100 maschile è pur sempre campione olimpica in carica e ha aggiunto nel motore un certo Samuele Ceccarelli, campione europeo dei 60 indoor. Se Jacobs e Tortu staranno bene si può puntare in alto, questi ragazzi hanno insegnato a tutti che i sogni possono diventare realtà.

Foto Grana/Fidal