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Nuoto, pagelle Mondiali 17 dicembre: Martinenghi certezza, reazione Pilato, Rivolta fa sognare

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Nuoto pagelle Mondiali 17 dicembre

Il giorno dei ranisti d’argento ai Mondiali di nuoto in vasca corta di Abu Dhabi. Sono due medaglie che valgono tanto, quelle conquistate da Nicolò Martinenghi e Benedetta Pilato, rispettivamente nei 100 e nei 50 rana. Prima di tutto perchè per entrambi sono le prime ad un Mondiale in vasca corta e poi perchè conquistate non in condizioni ottimali. Per Martinenghi il secondo posto di Abu Dhabi va a suggellare un 2021 da incorniciare, con successi e podi in ogni contesto. Per Benedetta Pilato è una sorta di ponte verso la seconda parte della carriera, dopo una prima parte piena di successi e risultati straordinari. In mezzo alle “rane” ci sta bene anche una farfalla, quella di Matteo Rivolta che conquista la finale dei 100 farfalla con il miglior tempo di qualificazione e domani proverà a prendersi il titolo iridato.

NICOLO’ MARTINENGHI 8.5: A Riccione, due settimane fa, sembra avesse spento la luce e avesse già iniziato a pensare al prossimo anno. Non può, però, uno del calibro di Martinenghi andare ad un Mondiale per fare presenza e anche da questo si vede quanto sia cresciuto il varesino che sa di non essere al meglio e si gestisce talmente bene che alla fine ne ha più di tutti e per poco non ci scappa un altro colpaccio in faccia a Shymanovich che stavolta si salva per un decimo dalla rimonta di Martinenghi che vale un argento che vale.

BENEDETTA PILATO 8: Chiude il cerchio d’argento. Sono passati due anni e cinque mesi dal secondo posto incredibile di Gwangju e lei è ancora lì, sul secondo gradino del podio mondiale. Non è al meglio, questo si sapeva ma quando mai una nuotatrice italiana non al meglio porta a casa un argento europeo e mondiale nel giro di poco più di un mese? Mancava la King, mancavano altre protagoniste, alcune sono state squalificate (ma fa parte del gioco) ma lei è lì e avrebbe potuto e voluto anche prendersi il titolo visto che Gorbenko, in situazione normale, vale mezzo secondo in più dell’azzurra. Poco male, ci sarà tempo per rifarsi. Per ora è gioia e basta, nessun rimpianto.

MATTEO RIVOLTA 8: E’ il grande favorito per l’oro e paga questa condizione che non gli è mai piaciuta al mattino con una gara un po’ contratta. Al pomeriggio si scatena tra una subacquea e una virata da campione. Fa segnare il miglior tempo delle semifinali con mezzo secondo di vantaggio su tutti gli altri. Ha l’esperienza per andarsi a prendere una grande soddisfazione, lui che qualche tempo fa aveva anche accarezzato l’idea di abbandonare.

SILVIA SCALIA 5: Una prima frazione non all’altezza delle sue capacità nella 4×50 mista che fa propendere per Elena Di Liddo al pomeriggio.

ELENA DI LIDDO 6: Meglio al mattino a farfalla che in finale a dorso dove non riesce a dare quella spinta in più per lanciare la squadra.

SILVIA DI PIETRO 7: La giornata delle staffette si chiude senza podi per la velocista romana che il suo, però, lo fa sempre, sia in qualificazione, sia in finale, specialmente nella 4×50 stile libero mista dove riporta l’Italia a galla dopo una prima parte al di sotto delle aspettative. Combattiva.

COSTANZA COCCONCELLI 6: Al primo Mondiale in carriera si trova a disputare due finali in staffetta e il suo lo fa. Peccato per l’eliminazione in batteria nei 100 stile libero ma è tutta esperienza.

MATTEO CIAMPI 7.5: Questa si chiama reazione. Non aveva mandato giù l’eliminazione nei 400 stile e va a prendersi una finale inattesa e difficilissima nei 200 stile libero ed è in partita per tutta la gara chiudendo sì ultimo ma non lontano dai crono da podio e con il personale. Questa è l’Italia che piace.

MARCO DE TULLIO 5.5: Non ha recuperato dalle fatiche di ieri e non è mai stato in corsa per un posto in finale nei 200 stile.

MICHELE LAMBERTI 5: Più sorprendente l’argento europeo di Kazan o l’eliminazione in semifinale di oggi? In medio, probabilmente, stat virtus. Quello di oggi, però, non è il Lamberti spumeggiante visto in Russia anche come qualità di nuotata. La speranza è rivederlo sui suoi livelli nel dorso dove può dire la sua magari per un posto in finale. Si tratta, pur sempre, del primo Mondiale ma avere gli occhi puntati addosso è inevitabile.

ILARIA CUSINATO 7.5: Va a prendersi la seconda finale del Mondiale in una gara che sta sempre più entrando nelle sue corde, i 200 farfalla. Sa di non potersi giocare il podio e comunque disputa una gara coraggiosa che la porta a migliorarsi e a conquistare un sesto posto di assoluto prestigio.

ILARIA BIANCHI 5.5: Che non potesse essere la migliore Ilaria Bianchi, quella che è scesa in vasca ad Abu Dhabi, si è capito già a Riccione due settimane fa. Ha trascorso un anno, l’intero 202, a rincorrere una condizione persa per via del Covid che l’ha colpita a gennaio e l’ha costretta ad uno stop prolungato e deleterio dal punto di vista fisico. Qualche acuto c’è stato come la qualificazione olimpica ottenuta al Sette Colli e il bronzo europeo in corta di Kazan ma il conto è arrivato ad Abu Dhabi e si è presentato sotto forma di eliminazione dalla finale a cui più teneva, quella dei 200 farfalla che ormai sono la sua gara in vasca corta.

SIMONA QUADARELLA 6.5: Ancora una volta trova sulla sua strada una avversaria che parte forte e arriva più forte. la Li di oggi assomiglia alla Kirpichnikova (appannata oggi) di Kazan. Non si scompone, entra in finale col quarto tempo e andrà a giocarsela per una medaglia.

MARTINA RITA CARAMIGNOLI 7: L’obiettivo era la finale mondiale, non un traguardo da tutti i giorni e lo ha centrato con coraggio e determinazione. Ancora applausi.

MARCO ORSI 6: Non è l’Orsi che vince l’oro mondiale cinque anni fa nello stile libero. Ha un compito e lo svolge per quanto richiesto.

LEONARDO DEPLANO 7: E’ l’unico tra tutti i velocisti in gara a scendere sotto i 21″ nella frazione lanciata. Galvanizzato dal primo argento mondiale firma la qualificazione alla finale della 4×50 stile libero mista.

LORENZO ZAZZERI 5.5: La condizione probabilmente non è quella di un mese fa e in questa situazione non è facile fare la differenza. Il 21″13 al lancio non è sufficiente a far sognare l’Italia nella finale della 4×50 stile libero mista.

ALESSANDRO MIRESSI 5.5: Il problema è tutto in partenza. Ci mette troppo al cambio e poi recuperare è impossibile ma la sua condizione, apparentemente, è buona.

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