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Corrado Benedetti: “Mike Piazza nel 2002 venne a Roma e mandò le palline in tangenziale. Il softball si è meritato le Olimpiadi”



Per ogni sport, c’è una macchina fotografica, o più d’una, che lo racconta. Il baseball e il softball hanno quella di Corrado Benedetti, che con la sua Oldman Agency ha dato vita a un gruppo in grado di raccontare il batti e corri italiano in tutte le sue sfaccettature, per tutti gli angoli d’Italia esistenti. Uomo di grandissima passione per ciò che segue e ciò che fa, lo abbiamo raggiunto per un’intervista, che è quella qui disponibile, di cui è possibile leggere più in basso alcuni estratti.

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Sui sette inning: “Siamo l’unico Paese che, nel bene e nel male, ha la possibilità di entrare a fare le foto in campo. Con l’epoca Covid sono l’unico che può accedere e non mi sembra quasi vero. Per i sette inning, intanto è bene che si sia iniziato a giocare, perché 3-4 mesi fa l’incognita più grossa era se si sarebbe o meno giocato. Detto questo, i sette inning forse non sono partite tanto più corte, perché a livello di tempo son sempre state dalle due ore e mezza in su“.

Sul meccanismo di ingresso sui campi: “C’è una liberatoria che firmiamo prima di entrare in campo, indipendentemente dal tipo di fotografo che si è. Una volta fatta, la società ti permette poi di entrare in campo. Noi abbiamo a disposizione il dugout, rimanendo attaccati alla recinzione e senza spostarci durante le fasi di gioco, ma durante i cambi di campo in cui possiamo fotografare i lanciatori durante il riscaldamento. La liberatoria è per noi e per la FIBS: se succede qualcosa, sappiamo che una pallinata può arrivare, e a me una ne è arrivata“.

Su Mike Piazza: “L’ho conosciuto nel 2002. Era ancora in divisa Mets. Passò, a Roma, il pomeriggio all’Acqua Acetosa, e fece finire tutte le palline in tangenziale. La leggenda narra che arrivarono richieste danni alla Federazione perché Mike le cacciò veramente lontano. Fu una festa bellissima, c’erano le scuole di Roma. La mattina dopo fu ricevuto da Papa Giovanni Paolo II, perché chiese questa possibilità. L’avvento in Nazionale, è un personaggio: non è uno qualunque. Basta vedere quante volte compare impersonando la propria persona. In Italia è conosciuto per quello che è successo vicino a Parma (è diventato azionista di maggioranza e poi presidente della Reggiana di calcio, N.d.R.)”.

Sul softball alle Olimpiadi: “Ho partecipato da fotografo a Ostrava. Vedere quello che ha fatto Enrico Obletter, che per me è un grande manager di softball, con un gruppo notevole, vedi Piancastelli quasi imbarazzante a furia di fuoricampo, è eccezionale. Ho poi visto in tv la qualificazione olimpica. Si sono meritate tantissimo l’ingresso a Tokyo 2020, che sarà Tokyo 2021“.


Su Oldman Agency: “Nasce da una mia follia, nel 2011 con la volontà di documentare il baseball in maniera un po’ più capillare di quanto potessi da solo, coinvolgendo appassionati di fotografia sportiva o di baseball, ed è diventata una realtà. Il sito Nikon Italia all’epoca ospitava una presentazione della nostra associazione, che ci portò ad avere associati da Torino e tante parti d’Italia. C’è stato un momento in cui coprivamo il campionato di A1 e A2 su tutti i campi e non c’ero solo io. Non dico che copriamo tutta l’Italia, però è una bella realtà. Poi le direttive federali negli ultimi anni sono cambiate in termini di copertura dei campi, e così Oldmanagency, pur essendo sempre presente, ha perso un pochino di appeal“.

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federico.rossini@oasport.it

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Foto: Corrado Benedetti

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