Ciclocross, Coppa del Mondo 2019-2020: Mathieu van der Poel favorito anche a Koksijde, ma serve un’altra grande rimonta



Torna domani la Coppa del Mondo di ciclocross con la quinta manche, ovvero il Duinencross di Koksijde (Belgio), il circuito più prestigioso presente all’interno della manifestazione targata UCI. Il grande favorito non può che essere Mathieu van der Poel (Corendon-Circus), ancora imbattuto fin qui in stagione e reduce dal largo successo odierno nell’Ambiancecross di Wachtebeke, gara che non fa parte di nessuna delle tre Challenge principali (CDM, Superprestige e DVV Verzekeringen Trofee), ma che aveva al via quasi tutti i grossi calibri della disciplina.

Il fenomeno neerlandese, però, per via del regolamento della Coppa del Mondo che prevede che le griglie vengano stillate in base alla classifica della competizione e non al ranking UCI, dovrà partire nuovamente dalla terza fila, proprio come settimana scorsa a Tabor, dato che, avendo saltato le prime tre prove, nella graduatoria generale occupa la 24esima posizione. Non che in Repubblica Ceca ciò lo abbia fermato e l’impressione è che, data la sua capacità di esaltarsi nei back 2 back (secondo di due giorni di gara consecutivi), a Koksijde possa essere ancora più devastante. A maggior ragione tenendo presente, oltretutto, che Mathieu arriva da due larghi successi consecutivi nel Duinencross.

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Chi, invece, a Wachtebeke non ha convinto è Eli Iserbyt (Pauwels-Sauzen Bingoal), leader di Coppa del Mondo e unico in grado di dare del filo da torcere a van der Poel durante questa stagione. Il Folletto Fiammingo è stato rallentato da una caduta in partenza e, successivamente, ha viaggiato costantemente attorno alla 15esima posizione, incapace di rientrare sui primi. C’è da dire che essendo lui, per sua stessa ammissione, un po’ allergico ai back 2 back, probabilmente, dopo l’inizio negativo, ha deciso di risparmiarsi in vista di domani. Anche perché Koksijde è un circuito che, al netto di un successo nel 2016 tra gli U23, gli è storicamente antipatico. Nelle ultime due stagioni, sempre nella categoria antecedente al professionismo, Tom Pidcock lo ha battuto nettamente, e l’anno scorso, addirittura, non è riuscito ad andare oltre l’ottavo posto.

Anche Toon Aerts (Telenet-Fidea), unico vero rivale di Iserbyt per il successo finale, oggi, dopo una bella partenza, ha dato l’idea di aver tirato i remi in barca in seguito a una caduta. L’anno scorso, nel Duinencross, raccolse un ottimo terzo posto alla spalle di van der Poel e Van Aert. Per cui è lecito, comunque, aspettarsi una bella prestazione da lui, anche perché questa sembra veramente l’ultima occasione per poter riaprire la classifica della Challenge. Gara deludente, a Wachtebeke, per i due compagni più quotati di Iserbyt, vale a dire Laurens Sweeck e Michael Vanthourenhout. Entrambi sono partiti molto forte, determinati a centrare il successo in quello che è il tracciato di casa per il loro team, la Pauwels Sauzen-Bingoal, ma sono, ambedue, calati tremendamente dopo circa trenta minuti. Il primo, ad ogni modo, è comunque da considerarsi tra i favoriti per domani, dato che è uno specialista della sabbia e Koksijde, che non a caso si chiama letteralmente “Cross delle Dune”, è il circuito che più di tutti esalta le caratteristiche di questo tipo di crossisti.

Sul podio dell’ambiancecross sono arrivati Tim Merlier (Creafin) e Quinten Hermans (Telenet-Fidea). Entrambi, però, hanno dato l’impressione di aver concluso la gara molto stanchi, provati dal tentato duello con van der Poel, e nessuno dei due ha un grande feeling con il Duinencross. Chi, invece, a Koksijde si trova decisamente a suo agio e, oggi, è stato autore di una prestazione in crescendo molto convincente è il giovane britannico Tom Pidcock (Trinity). Il suo problema è che, per il regolamento della CDM di cui sopra, sarà costretto a cominciare addirittura dalla quinta fila ed essendo la partenza il suo tallone d’achille, rischia di trovarsi troppo dietro a inizio gara per poter competere per le posizioni che contano.

Non ha gareggiato oggi, invece, Lars van der Haar (Telenet-Fidea). Questo, unito al buon feeling con il Duinencross (fu 2° nel 2017) e al fantastico periodo di forma che sta vivendo, probabilmente fa del minuto neerlandese l’alternativa più credibile a van der Poel domani. Ha saltato l’Ambiancecross anche il connazionale e compagno di squadra Corné van Kessel, un crossista che non ha le punte di altri, ma è tremendamente costante e sovente lo si trova a battagliare per una posizione attorno alla quinta.

Situazione molto interessante nella prova femminile, ove sono assenti, la prima a causa di una positività al doping e la seconda perché ritirata, Denise Betsema e Nikki Brammeier, coloro che l’anno scorso, qua, occuparono i gradini più alti del podio. Presente, invece, e reduce da un periodo di forma sensazionale, la terza classificata del Duinencross 2018, vale a dire la neerlandese Annemarie Worst (777), conquistatrice di ambedue le prove di Coppa del Mondo a cui ha partecipato (Berna e Tabor) e domenica scorsa trionfatrice anche nel Flandriencross di Hamme, seconda tappa del DVV Verzekeringen Trofee.

Annemarie, peraltro, ha saltato l’Ambiancecross per concentrarsi su Koksijde, proprio come ha fatto la connazionale di origini dominicane Ceylin del Carmen Alvarado (Corendon-Circus), con la quale l’anno scorso si era giocata la terza piazza. Le due, sabato scorso, a Tabor, hanno dato vita a un duello entusiasmante, e le sensazione è che possano ripetersi domani. Terzo incomodo la compagna di Worst e campionessa d’Europa in carica Yara Kastelijn, reduce dal nettissimo successo odierno a Wachtebeke.

Non ha convinto oggi, invece, la campionessa del Mondo Sanne Cant (IKO), seconda, ma staccata da Kastelijn già in partenza. Lei storicamente ha un buon feeling con Koksijde, come testimoniano le due vittorie nel 2014 e nel 2015 e i cinque podi complessivi, ma è reduce dal brutto settimo posto dell’anno scorso e, al momento, in stagione non ha mai vinto, sovente incapace di reggere il confronto con le ragazze della nuove generazione. Pochissime chance per l’altra veterana, Lucinda Brand (Telenet-Fidea), costretta a partire dalla quarta fila su un tracciato in cui, peraltro, non si è mai trovata particolarmente a suo agio.

Per quanto concerne il contingente azzurro, Alice Maria Arzuffi (777) è reduce dalla quinta piazza dello scorso Duinencross e a Wachtebeke, nonostante abbia concluso quarta, beffata in volata da Cant e Verdonschot, ha dato l’impressione di essere la più in palla dopo Kastelijn. Più basse le quotazioni di Eva Lechner (Crefin), mai oltre il 9° posto a Koksijde e nel 2018 solo 27esima.

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luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: OA Sport

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