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Judo, Grand Slam Tokyo 2017: Giappone senza rivali, agli altri restano le briciole

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Il Grand Slam di Tokyo 2017 rappresentava uno degli ultimi tornei internazionali dell’anno judoistico. Come da pronostico, i padroni di casa del Giappone hanno dominato la due giorni di competizioni in lungo e in largo, chiudendo con un bilancio record di dodici medaglie d’oro, sette d’argento e tredici di bronzo.

Come oramai siamo abituati ad osservare, la squadra del Sol Levante ha mostrato l’ampiezza del proprio movimento in quasi tutte le categorie, imponendosi con atleti già affermati, ma anche con giovani emergenti. Tra i campioni del mondo in carica, si sono affermati solamente Naohista Takato (60 kg) ed Hifumi Abe (66 kg), ai quali si aggiunge Sarah Asahina (+78 kg), campionessa iridata Open. Tra i 73 kg, l’iridato Soichi Hashimoto ha ceduto il passo nei confronti di Arata Tatsukawa, mentre la categoria 90 kg ha visto il successo di Kenta Nagasawa. Interessante la vittoria del giovane Yusei Ogata tra i pesi massimi (+100 kg), categoria nella quale c’è una grande lotta per assumere il ruolo di numero uno in patria.

Al femminile, le giapponesi hanno dominato in tutte le categorie, portando a casa sette titoli su sette. Nelle categorie più basse, le campionesse iridate Funa Tonaki (48 kg) ed Ai Shishime (52 kg) hanno dovuto inchinarsi rispettivamente ad Ami Kondo, già campionessa del mondo a sua volta, ed all’emergente Uta Abe, sorella di Hifumi. Stesso discorso per la campionessa iridata della categoria 70 kg, Chizuru Arai, sconfitta in finale da Yoko Ono. Argento mondiale a Budapest, Tsukasa Yoshida ha fatto valere il suo ruolo di favorita tra le 57 kg, mentre nelle restanti categorie si sono imposte Miku Tashiro (63 kg) e Shori Hamada (78 kg).

Detto del dominio giapponese, alle altre nazionali è rimasto ben poco, con solamente due medaglie d’oro raccolte dal mongolo Uuganbaatar Otgonbaatar (81 kg) e dal sudcoreano Cho Gu-Ham (100 kg), in due categorie dove i padroni di casa non hanno ottenuto medaglie (nei 100 kg, tuttavia, vanno sottolineati i forfait dell’ultimo momento di Aaron Wolf e Ryunosuke Haga). Ancora peggio è andata ai judoka europei, che hanno chiuso con un bilancio complessivo di tre argenti e sette bronzi.

Per l’Italia, le speranze di medaglia erano legate soprattutto al nome di Edwige Gwend (63 kg), proveniente dal successo d Abu Dhabi. Purtroppo, l’azzurra è stata subito eliminata dall’olandese Juul Franssen, atleta rientrata da poco alle competizioni e reduce dalla vittoria del Grand Prix de L’Aia. Per il resto della squadra, composta prevalentemente da giovani, si trattava soprattutto di fare esperienza. Da questo punto di vista, sono incoraggianti gli incontri vinti da Manuel Lombardo (66 kg), Gabriele Sulli (66 kg) e Christian Parlati (81 kg), mentre tra le ragazze non sono arrivati successi.

MEDAGLIERE

Nation 1st place 2nd place 3rd place 5th place 7th place
1. Japan (JPN) 12 7 13 6 4
2. Mongolia (MGL) 1 2 1 1 1
3. Korea, South (KOR) 1 1 4 2 1
4. Netherlands (NED) 0 2 1 1 2
5. Czech Republic (CZE) 0 1 0 1 0
6. Canada (CAN) 0 1 0 0 3
7. France (FRA) 0 0 2 5 0
8. Brazil (BRA) 0 0 2 1 2
9. Georgia (GEO) 0 0 1 1 0
9. Hungary (HUN) 0 0 1 1 0
11. Belgium (BEL) 0 0 1 0 1
11. Slovenia (SLO) 0 0 1 0 1
13. Puerto Rico (PUR) 0 0 1 0 0

giulio.chinappi@oasport.it





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Immagine: IJF

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