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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Claire Pease si consacra al corpo libero! Campionessa del Mondo davanti a Simone Biles. Esposito meritava la finale

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Claire Pease
Claire Pease / Lapresse

Claire Pease si è laureata Campionessa del Mondo al corpo libero, consacrandosi nel grande panorama della ginnastica artistica internazionale di fronte al pubblico che ha gremito la AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi). La fuoriclasse statunitense si è esibita per ultima nella finale di specialità e ha dettato legge grazie a un esercizio caratterizzato dall’elevato spessore acrobatico, condito da quattro ottime diagonali ben eseguite che hanno permesso alla 17enne di salire sul gradino più alto del podio.

La medaglia d’oro vola alle Hawaii: l’allieva di coach Valeri Liukin è infatti nativa di Honolulu e uno Stato storicamente poco presente sulla cartina geografica sportiva si è meritato la gloria. Gli USA festeggiano dopo aver già esultato con Skye Blakely nel concorso generale individuale, riscattando lo scettro perso nella gara a squadre dopo quindici anni di dominio ininterrotto. Il doppio teso con due avvitamenti e il raccolto con due avvitamenti nelle prime due diagonali hanno fatto la differenza in maniera vibrante.

Claire Pease ha trionfato con il punteggio complessivo di 13.866 (6.1 il D Score, 7.866 di esecuzione, un decimo di penalità per uscita di pedana), precedendo di tre decimi secchi la connazionale Reese Esponda (13.566). Doppietta a stelle e strisce di fronte a Simone Biles, il volto simbolo della Polvere di Magnesio, presente in prima fila a Rotterdam, nel ruolo di ospite speciale. L’icona assoluta era un mostro sacro al quadrato, tornerà verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028? Nelle ultime settimane si è parlato soltanto della sua dichiarata malattia alla pelle, che ha complicato le ultime due stagioni.

La medaglia di bronzo è finita al collo della francese Maiana Prat (13.466), davvero inattesa alla vigilia: stesso riscontro della britannica Abigail Martin, ma la transalpina vanta un’esecuzione migliore (7.866 contro 7.666). Vista la qualità di diversi esercizi, a cominciare da quelli della russa Liudmila Roshchina, delle canadesi Lia Grace Redick e Lia-Monica Fontaine, la nostra Manila Esposito avrebbe meritato la presenza a questa finale. Le giurie sono state eccessivamente troppo generose nella seconda parte delle qualificazioni e si è così avuto un quadro delle finaliste non propriamente ideale: l’espressività della campana era degnissima di una top-8.

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