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Zachary Svajda: “Se gioco bene, posso battere chiunque. Conosco lo stile di gioco di Cobolli”
Zachary Svajda continua a essere una delle storie più sorprendenti di questo Roland Garros. Lo statunitense, numero 136 del mondo, si è guadagnato un posto negli ottavi di finale grazie a una clamorosa vittoria in cinque set contro Francisco Cerúndolo, uno dei giocatori più accreditati della parte bassa del tabellone dopo l’uscita di scena di Jannik Sinner. Un risultato che ha sorpreso tutti, compreso il diretto interessato.
“È una sensazione incredibile. Non ho ancora realizzato del tutto“, ha confessato il 23enne americano subito dopo il successo. “Credo che stasera mi renderò conto davvero di quello che è successo, ma l’atmosfera era spettacolare e ho giocato un ottimo tennis“. Una vittoria che rappresenta senza dubbio il punto più alto della sua carriera: “È stata una partita molto difficile contro un avversario con molta esperienza su questa superficie. Sono molto orgoglioso di come ho gareggiato e di essere riuscito a vincere nonostante tutto quello che è successo durante l’incontro“.
Dopo aver conquistato i primi due set, Svajda ha dovuto fare i conti con un evidente calo fisico. “Ho iniziato a sentirmi stanco. Mi sono venuti i crampi alle gambe e ho cercato di non darlo troppo a vedere“, ha raccontato. Una situazione che lo ha costretto a modificare il proprio piano tattico: “Ho cercato di accorciare alcuni scambi perché sentivo arrivare i crampi. Allo stesso tempo, lui ha alzato molto il suo livello e ha iniziato a giocare davvero bene“.
Quando Cerúndolo ha rimesso il match in equilibrio vincendo terzo e quarto set, Svajda si è aggrappato soprattutto alla forza mentale. “Continuavo a ripetermi di non smettere di crederci, perché non si sa mai cosa può succedere in una partita“. Fondamentale anche il sostegno del pubblico parigino: “Mi ha aiutato molto. C’era un’atmosfera incredibile per tutta la partita e fortunatamente alla fine è andata come speravo“.
Il caldo e le condizioni particolarmente impegnative hanno reso la sfida ancora più complessa. “Faceva un caldo incredibile. Le condizioni sono state brutali per tutta la settimana“, ha spiegato l’americano, che ha provato a contrastare i crampi con rimedi piuttosto insoliti. “Ho bevuto succo di cetriolo sottaceto e altre cose che di solito mi aiutano in queste situazioni. Quando ho perso il terzo set, sono andato in bagno per riprendermi un po’, sciacquarmi la faccia con acqua fredda e ritrovare la lucidità“. Una scelta che ha dato i suoi frutti: “Per fortuna, i crampi sono finalmente scomparsi tra il quarto e il quinto set. Non è una situazione piacevole, ma sono riuscito a superarla“.
Il percorso di Svajda assume contorni ancora più sorprendenti se si considera il suo rapporto con la terra battuta. Fino a pochi mesi fa, il californiano aveva un’esperienza praticamente nulla sulla superficie. “La prima volta che ho giocato sulla terra rossa è stata circa due anni fa, quando avevo 21 anni“, ha rivelato. “Probabilmente avevo disputato tra le dieci e le quindici partite sulla terra battuta in tutta la mia carriera prima di questa stagione“.
Numeri che rendono ancora più incredibile la sua cavalcata parigina. “Onestamente, sono molto sorpreso. Non ci credo ancora. È pazzesco e sto ancora cercando di metabolizzare tutto quello che sta succedendo“. Svajda non nasconde di aver sempre creduto di poter diventare competitivo sul rosso, ma con tempistiche ben diverse: “Ho sempre pensato che un giorno sarei riuscito a giocare bene sulla terra battuta, ma immaginavo che sarebbe successo tra qualche anno. Non avrei mai pensato che sarebbe successo proprio ora“.
L’eliminazione di Sinner, che ha spalancato nuove prospettive nella sua sezione del tabellone, non ha modificato il suo approccio. “Quando ho saputo che Sinner era fuori dal torneo, ho cercato di rimanere concentrato sul mio gioco. Sapevo che il tabellone si era aperto, ma ho cercato di attenermi esattamente alle stesse routine e alla stessa preparazione di sempre“. Una filosofia confermata anche dal suo modo di interpretare il torneo: “Tutti parlano delle sorprese che si verificano, ma cerco di ricordarmi che qui sono tutti incredibilmente talentuosi. Se gioco bene, sento di poter competere contro chiunque“.
Adesso, però, l’attenzione è tutta rivolta agli ottavi di finale, dove ad attenderlo ci sarà Flavio Cobolli. Un avversario che conosce bene. “Ci conosciamo piuttosto bene. Ci siamo allenati insieme diverse volte e abbiamo disputato una partita molto combattuta a Delray Beach qualche anno fa“. Il rispetto è evidente, così come l’entusiasmo per la sfida: “Sono davvero entusiasta di questo incontro. Sarà una grande sfida e una grande opportunità per continuare a godermi questa esperienza“.
