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Tim Henman punge Jannik Sinner: “Conosciamo il suo record quando le partite durano più di tre ore e mezza…”
L’uscita di scena di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros continua a far discutere il mondo del tennis. Non tanto per la sconfitta in sé, quanto per le modalità con cui è maturata: il numero uno del mondo sembrava infatti avere il match completamente in pugno prima di incappare in un improvviso e inspiegabile crollo fisico che ha spalancato la strada alla rimonta di Juan Manuel Cerundolo.
Il ko dell’azzurro, arrivato dopo essere stato avanti di due set e con il punteggio di 6-3, 6-2, 5-1, è stato immediatamente catalogato dagli addetti ai lavori come una delle sorprese più clamorose degli ultimi anni nei tornei dello Slam. Tra le voci più autorevoli intervenute sull’argomento c’è quella di Tim Henman, ex numero quattro del ranking ATP e oggi commentatore per Eurosport, che ha analizzato con attenzione quanto accaduto sul Philippe-Chatrier.
A colpire l’ex tennista britannico non è stata tanto la sconfitta finale, quanto la dinamica attraverso cui essa si è concretizzata. “È stato strano“, ha osservato Henman, sottolineando come fino a quel momento Sinner avesse mostrato un livello di gioco più che convincente. “Nei primi due set ha giocato un buon tennis“, ha spiegato, evidenziando poi un aspetto che rende ancora più difficile interpretare l’accaduto: “Quando si porta sul 5-1 nel terzo set, non so esattamente, ma non possono essere trascorse più di due ore di partita“.
Secondo l’inglese, il caldo non rappresenta una spiegazione sufficiente per giustificare un calo così repentino. “Sì, faceva caldo, ma non così tanto“, ha affermato, individuando proprio in questo elemento il motivo principale dello stupore generale. “È questo che sorprende: che all’improvviso, quando era in totale controllo, le sue energie si siano esaurite“.
Henman ha inoltre escluso qualsiasi cedimento dal punto di vista mentale. A suo giudizio, Sinner ha continuato a credere nella possibilità di portare a termine il match anche nei momenti più complicati. “Resto convinto che Sinner credesse di poter in qualche modo ribaltare la situazione“, ha dichiarato. “D’altra parte, non ha mollato mentalmente. Non è che abbia avuto una brutta giornata a causa del suo tennis“.
L’analisi dell’ex semifinalista di Wimbledon si concentra infatti sulla componente fisica della vicenda. Per Henman, la differenza non l’ha fatta il livello tecnico espresso dall’italiano, che fino al terzo set aveva dominato l’incontro, bensì una gestione delle energie che continua a rappresentare un interrogativo nei match più lunghi e impegnativi. “Era in vantaggio di due set a zero, 5-1, insomma, il traguardo era lì“, ha ricordato, aggiungendo poi una riflessione significativa: “Conosciamo il record di Sinner nei match sui cinque set, quando durano più di tre ore e mezza, quando fa caldo“.
Pur definendo l’eliminazione dell’altoatesino come un evento eccezionale, Henman non ritiene che questo episodio possa ridimensionarne le prospettive future sulla terra battuta parigina. “Penso che sia la più fragorosa sorpresa da molti, molti anni“, ha detto senza esitazioni, prima di ribadire la propria fiducia nelle qualità del campione italiano: “Sinner è ancora molto giovane. Un giorno vincerà il Roland Garros“.
In tutto questo, l’ex giocatore britannico ritiene che questo risultato sarà funzionale a dare indicazioni preziose per il futuro del n.1 ATP: “Sono sicuro che lui e il suo team analizzeranno la situazione perché va affrontata di petto“.
