Internazionali d'ItaliaTennis
Un nuovo inizio! Matteo Arnaldi vince la maratona con de Minaur e si regala il terzo turno a Roma!
Matteo Arnaldi, per la sesta volta in carriera, riesce a battere un top ten. E non lo fa in un luogo qualsiasi, ma al Foro Italico di Roma. Sconfitto l’australiano Alex de Minaur per 4-6 7-6(5) 6-4 in quello che, idealmente, può essere sia il seguito della battaglia con lo spagnolo Jaume Munar che il fattore legato a un ritorno di fiamma di quelli importanti, dopo tantissime difficoltà. Adesso per lui l’uomo nuovo del tennis iberico, Rafael Jodar.
Sebbene gli scambi siano fin da subito lottati, e pochi siano quelli banali, inizialmente non c’è una qualche ombra di battaglia reale all’interno dei giochi stessi. Sul 2-2, però, qualcosa accade, ed è il break da parte di de Minaur a 30, in una fase a metà tra il solido per l’australiano e lo sfortunato per l’azzurro (un doppio fallo e un dritto fuori misura). Il sanremese ha subito la palla del controbreak, ma la manca, così come l’aussie non riesce a trasformare la palla del 5-2. Le cose, però, cambiano poco e per de Minaur c’è il 6-4.
Mentre il pubblico riempie sempre di più le tribune della BNP Paribas Arena, il che comporta camminare non poco tra la zona principale del Foro Italico e lo Stadio dei Marmi, tra i due giocatori la lotta continua a essere importante. Arnaldi cancella subito una pericolosa palla break a inizio secondo set, e, nel complesso, riesce a salire di giri a livello di gioco, tanto da procurarsi egli stesso una chance di salire sul 3-1, senza però che possa sfruttarla. Gli scambi si fanno sempre più duri, i due semplicemente non si risparmiano e sono diversi i momenti “da highlights”, ma il tie-break è l’inevitabile conclusione. Arnaldi riesce a salire sul 3-0 giocando il suo miglior tennis, ma de Minaur bilanciando bene difesa e attacco recupera entrambi i minibreak. Sul 5-4 l’australiano si avventura a rete, ma sbaglia la volée (un fatto non inedito): due set point. Basta il secondo: prima sul dritto di de Minaur, 7-5 e terzo set.
Anche il terzo set prende la via della lotta, quella pura, quella che il pubblico apprezza eccome. Nessuno dei due si tira indietro, anche se i primi quatto giochi non danno particolare soddisfazione in termini di game lunghi. Il quinto è lottato, ma lo porta a casa de Minaur che poi, sul 3-2, s’inventa un numero fantastico: dopo tante difese corre disperatamente quasi in braccio a un cameraman per tirare il dritto vincente dietro il paletto. Palla break, cancellata però da Arnaldi con un ace. L’australiano accusa il colpo, sul 3-3 va sotto 15-30, commette un doppio fallo, risale con personalità, ma alla fine è l’azzurro a guadagnare un break fondamentale per il 4-3. Per Arnaldi, però, c’è un po’ di tensione in più, e il vantaggio acquisito in tre minuti se ne va. Finita? No, perché subito nel primo punto sul 4-4 arriva un passante notevole con de Minaur a rete (dove indovina le questioni in maniera piuttosto variabile). Tanto basta per esaltarsi: break a 15 di là, break a zero di qua, 5-4 e Arnaldi serve per il match. Proprio in quel momento la pioggia inizia a farsi un po’ più intensa, ma una fortuna in questo caso c’è: arriva prima sugli altri campi e poi, solo poi, sulla zona dello Stadio dei Marmi. Il tempo per Arnaldi di arrivare a chiudere un match che ha dell’epico.
Nelle due ore e 56 minuti di un incontro che resterà tra i più epici del torneo Arnaldi, paradossalmente, si giova non tanto del proprio tennis (18 vincenti e 29 errori gratuiti) quanto della capacità di mandare più di una volta fuori giri de Minaur (31-37). Pochi, pochissimi i dettagli a fare la differenza, il più importante quello mentale di un giocatore che, complessivamente, sembra aver ritrovato a Cagliari la fiducia che anche nella Capitale lo sta portando lontano.
