Internazionali d'ItaliaTennis
Musetti sui volti nuovi: “Jodar e Blockx mi hanno impressionato, sono un incentivo”
Lorenzo Musetti si presenta con ambizioni importanti agli Internazionali d’Italia 2026, avendo raggiunto la semifinale un anno fa al Foro Italico, anche se il suo percorso di avvicinamento a Roma è stato sicuramente meno convincente rispetto alla passata stagione. Il tennista carrarino, n.8 del seeding, sta facendo fatica ad esprimere il suo miglior tennis sulla terra battuta dopo l’infortunio riportato a Melbourne ed il conseguente lungo stop, ma il torneo capitolino rappresenta un’occasione ideale per rilanciarsi in vista del Roland Garros.
“Quando vengo qua a Roma faccio fatica a non rivedere gli highlights di qualche partita, come quella nel 2020 contro Stan Wawrinka, e poi quella successiva contro Nishikori, che per me sono valse la conferma di poter avere un posto nel mondo del professionismo. L’unica cosa che rimpiango di quell’annata lì è che non c’era pubblico, quindi non ho potuto condividere la soddisfazione di quelle vittorie con il pubblico, però c’era stato molto clamore mediatico e da parte dei fan. Mi era piaciuto molto. Ho diversi bei ricordi di Roma. Anche l’anno scorso, tante partite. In particolare i quarti di finale contro Zverev. Secondo me è stata una bella partita anche dal punto di vista mentale. Aver presente quei momenti è qualcosa che ci servirà per far bene anche quest’anno“, dichiara il numero 2 d’Italia in conferenza stampa.
Sulla crescita di nuovi giovani talenti molto promettenti come per esempio Rafael Jodar e Alexander Blockx: “Sono molto contento perché i giovani sono sempre stati quelli che hanno permesso ai più vecchi di migliorarsi. È uno stimolo importante per noi. Non mi voglio definire un veterano, ma ho già vissuto qualche anno nel Tour. Vedere altri che crescono è uno stimolo in più per cercare di alzare il livello e mantenere un buon vantaggio sui più giovani, anche se sicuramente è normale che arrivino, è un ciclo. Jodar e Blockx mi hanno impressionato entrambi, hanno avuto un periodo di ottima forma. La cosa che mi ha colpito di più è che caratterialmente sono due ragazzi molto seri, molto inquadrati e che non hanno evidenti punti di rottura“.
“Ho svolto un primo allenamento ieri sul Pietrangeli, oggi vado sul Centrale, vedremo se le condizioni saranno differenti. Sicuramente i campi al Foro Italico sono più lenti rispetto a Madrid, ma là c’è il fattore dell’altitudine che sicuramente velocizza un po’ le condizioni. A Montecarlo invece l’aria è un po’ più simile a quella di Roma, perché comunque si è sul livello del mare. Niente di nuovo, non ho trovato differenze in termini di condizioni di gioco rispetto agli anni scorsi“, le parole di Musetti.
Sull’importanza del vantaggio di giocare in casa, con il tifo del pubblico italiano: “Senza il supporto del pubblico alle ATP Finals non sarei mai riuscito a vincere quella partita contro De Minaur. Credo che da una parte potrebbe facilmente entrare nella sfera dell’emotività, della tensione per le aspettative che ci potrebbero essere. Però penso che le attese siano inferiori rispetto all’anno scorso, perché i risultati finora sono stati peggiori rispetto al 2025. Credo quindi di riuscire a vivermela con un po’ più di serenità, entrando in campo per cercare di divertirmi, che è quello che sento che mi manca un pochino in questo momento. Un buon modo per ritrovare la fiducia, che secondo me il pubblico può aiutarmi a recupere appieno. Più che l’energia mi piacerebbe sentire un po’ di affetto. Il calore umano che trasmette il pubblico di Roma è molto importante per me, quindi spero di riceverne molto perché può essere una bella fonte di affetto e mi può aiutare a competere in maniera migliore”.
