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Tennis

Flavio Cobolli: “Il n.12 del mondo è un punto di partenza, devo rimanere umile e non pormi limiti”

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Flavio Cobolli
Flavio Cobolli / IPA Sport

Flavio Cobolli ha vissuto una giornata molto particolare quest’oggi. Il tennista romano, reduce dall’esperienza fruttuosa nel Masters1000 di Madrid, ha fatto parte della delegazione che ha preso parte all’incontro al Quirinale col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha ricevuto, infatti, le compagini nostrane che hanno conquistato i titoli in Coppa Davis e in BJK Cup.

Cobolli ha parlato a nome dei propri compagni di squadra ed è stata una grande emozione: “Sono state due/tre giornate intense in cui non riuscivo a realizzare che avrei parlato davanti al presidente della Repubblica. Non mi sentivo a mio agio, poi quando sono andato lì, è come quando scendi in campo. Sentivo di rappresentare i ragazzi, credo che sia andata molto bene, è stato speciale. Io non avevo mai avuto modo di parlare con Mattarella, è stato un privilegio. Spero si possa replicare“, ha raccontato Flavio ai microfoni di Sky Sport.

Una settimana speciale perché ci si prepara agli Internazionali d’Italia, torneo di casa per il classe 2002, potendo “festeggiare” il nuovo best-ranking: “Mi sento nella mia confort-zone, ma è una cosa anche nuova. Devo distinguere le cose: da un lato va bene e dall’altra devo continuare a lavorare perché essere il n.12 del mondo non è un punto di arrivo, ma di partenza. Devo rimanere umile e non pormi limiti. Già a Roma vorrei continuare a dimostrare che posso essere costante durante tutto l’anno“, ha dichiarato Cobolli.

A questo punto la parola passa al campo. Al Foro Italico, Flavio dovrà gestire la pressione e vedremo se tutta quella energia sarà un plus per lui oppure un eccesso, come l’anno passato, quando perse in maniera netta contro Luca Nardi.

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