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MotoGP, GP Catalogna 2026. Si riparte nel segno dei “Cavalieri Neri” Bezzecchi e Martin, in contesa per l’Iride

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Jorge Martin
Jorge Martin comunicato Aprilia

I Nazgûl, detti anche “Spettri dell’Anello” o “Cavalieri Neri” sono tra gli esseri più temuti del mondo immaginario creato da J.R.R. Tolkien, l’autore de “Il Signore degli Anelli”. Nazgûl era il nome del cane lupo che, durante i Giochi olimpici invernali 2026, ha fatto invasione di pista durante una gara di sci di fondo, diventando subito un fenomeno mediatico, tanto da divenire “virale” nel giro di pochi minuti.

Nazgûl possono essere definiti Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Nero è il colore dell’Aprilia che sta dominando la scena iridata della MotoGP 2026. Può essere l’anno buono per la Casa di Noale. Dopo tanti allori nelle categorie formative, soprattutto negli anni ’90 e all’inizio del XXI secolo, l’azienda del Gruppo Piaggio ha finalmente i crismi per spezzare il tabù legato alla classe regina.

I due centauri di Aprilia Racing comandano la classifica generale separati da un’inezia (1 punto), ma hanno più di un intero weekend di vantaggio sul primo inseguitore, ossia Fabio Di Giannantonio. Solido, ma apparentemente privo del quid per proporsi come serio candidato al titolo. Il discorso è il medesimo per Pedro Acosta, sostanzialmente appaiato al romano.

Nel frattempo, il Factory Team Ducati deve raccogliere i cocci di un Dream Team in disarmo. Marc Marquez è in convalescenza dopo la doppia operazione alla quale si è sottoposto domenica scorsa, Francesco Bagnaia a Le Mans ha ritrovato colore e competitività. Però la caduta domenicale lo ha fatto sprofondare a -85 da Bezzecchi e -86 da Martin.

Per Simply the Bez sarà imperativo migliorare di rendimento nelle Sprint (dove ha raccolto solo 13 punti, contro i 36 del compagno di squadra). Per Martinator sarà cruciale essere spietato come lo è stato a Le Mans, sapendo di dover lottare contro un avversario attorno al quale è e sarà sempre più imperniato l’intero team.

L’impressione è che il Campione del Mondo 2026 possa davvero essere un Cavaliere Nero. Tutto punta in quella direzione. Vedremo se il Montmelò corroborerà questa sensazione, oppure se lancerà un messaggio opposto, ricordando a tutti che siamo solamente al sesto di ventidue round e tanto deve essere scritto. Il Mondiale non è una Sprint, è una gara di resistenza.

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