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MotoGP, Francesco Bagnaia vale più di quanto dica la classifica iridata. Può essere il ‘Dark Horse’ vincente al Mugello
Attenzione a Francesco Bagnaia nell’imminente Gran Premio d’Italia di MotoGP, perché il Mugello può essere il contesto in cui Pecco avrà modo di conferire un senso a una stagione sin qui “né carne, né pesce”, di apparente transizione nell’attesa di congedarsi da Ducati per intraprendere la nuova avventura con Aprilia dal 2027.
È però giusto spezzare una lancia in favore del ventinovenne piemontese, in quanto purtroppo quest’epoca tende ad avere la memoria corta e a effettuare presunte analisi che, in realtà, di analitico non hanno alcunché, soffermandosi alla superficie degli eventi. Si tratta della negazione stessa del concetto di approfondimento.
Allora, se si andare oltre i meri risultati, si potrà dare a Cesare quel che è di Cesare. Il valore di Bagnaia in questo 2026 è invero superiore a quello della sua attuale ottava posizione nella classifica del Mondiale. Siamo tutti d’accordo nell’affermare che ha commesso qualche errore di troppo, su tutti quello nel GP di Francia di Le Mans. Però, non è mai stato immune da cadute, neppure nei momenti di massimo splendore.
Soprattutto nelle ultime tre gare domenicali, Pecco ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto e in alcuni casi meritato. A Jerez de la Frontera è stato costretto al ritiro da un problema ai freni, mentre al Montmelò la sua prestazione è stata condizionata in negativo dalle singolari dinamiche assunte dal GP spezzato in due. Il #63 ha pagato a caro prezzo il fatto di non avere più pneumatici nuovi di mescola morbida da montare nella prosecuzione del GP dopo le bandiere rosse.
Il sintomo di questa situazione è rappresentato da un dato significativo. Bagnaia ha raccolto più punti nelle Sprint (34) di quanti ne abbia marcati nei Gran Premi (29)! Un paradosso, se pensiamo ai pregressi. Proprio le mini-gare del sabato hanno tenuto aperto fino all’ultimo il campionato del 2023 e, soprattutto, gli sono costate il titolo mondiale del 2024.
Dunque, Pecco vale più di quanto dimostrato sinora. Ecco perché al Mugello può rappresentare il Dark Horse, il cavallo su cui nessuno scommette in ottica vittoria. L’autodromo toscano è notoriamente gradito al due volte iridato, che qui ha saputo essere dominante. In fin dei conti, non ci sarebbe da stupirsi se dovesse alzare l’asticella all’improvviso, tornando quello dei giorni migliori.
Non si diventa Campioni del Mondo per caso. Figuriamoci due volte. Bagnaia non sarà Giacomo Agostini, Mick Doohan o Valentino Rossi. Però non è neppure un pervenu. È un signor pilota, sul quale Ducati ha puntato e investito con successo negli ultimi anni. Il percorso congiunto sta per concludersi, ma c’è ancora un Gran Premio d’Italia da vivere assieme. Quello del fine settimana, nel quale Pecco avrà modo di tornare grande. Fosse anche solo per un giorno.
