Nuoto
Luca De Tullio: “Antonelli mi ha riportato ai miei livelli. Acque libere un altro mondo, ma ho le caratteristiche giuste”
Luca De Tullio è stato l’ospite dell’ultima puntata di Swin Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il nuotatore pugliese si è raccontato a 360 gradi tra presente e futuro, toccando numerosi spunti di interesse.
Si è partiti con il punto della situazione sulle condizioni del classe 2003: “Adesso sto bene. Come ho già raccontato diverse volte la scorsa stagione è stata difficile. Tornare agli Assoluti è stato bello e lo faccio sempre con tanta ansia. Quella che si merita la gara anche se è una competizione che ho fatto diverse volte. Quindi ora sto meglio dopo essermi tolto il peso della qualificazione per gli Europei. Sto provando a qualificarmi anche per i 1.500, è una gara mia e so che posso farcela”.
Un ultimo anno che ha visto diversi cambiamenti: “Ora mi trovo ad Ostia allenato da Fabrizio Antonelli che ringrazio per avermi riportato al mio livello. Un tecnico molto equo tra i vari atleti. Ha un gruppo molto forte e anche per questo l’ho scelto. Non c’è stato un solo fattore per vedermi tornare. Al 90% è stata una situazione mentale. Io sono molto emotivo e mi auto-giudico molto sulle gare. Ogni volta che andavo ad affrontare una gara era come se mi autolimitassi su quello che facevo. Ho lavorato molto su questo aspetto più che sull’allenamento in sé. Era fondamentale quello che avveniva dopo l’allenamento, ovvero togliere lo stress mentale. Ho messo un punto alla situazione, l’anno è andato male, non posso tornare indietro ed è più importante pensare alla direzione giusta per il futuro, ovvero quest’anno. Ho messo un inizio a qualcosa e penso di averlo fatto”.
Un nuotatore che sa districarsi tra diverse distanze: “Io sono grato al mio primo allenatore che mi ha “obbligato” a fare più distanze possibili da giovane, a volte anche sei e dovevo farle tutte bene. Una situazione simile ti mette le basi su quale sarà la tua crescita fisica che andrà a stabilire le tue caratteristiche. Ognuno nasce con una propria abilità. Io sono bravo a fare le gare in negativo, per il resto è la natura che fa la selezione naturale. Non ho mai scelto di fare 800 e 1.500, adoravo i 200 rana o i 400 misti. Penso sia stata una questione di trovare il giusto allenatore che ti indirizza verso le gare giuste. Quando hai 13-14 anni non puoi ancora sapere quale sarà la giusta direzione”.
Sulle sue distanze, però, ci sono due compagni come Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti. “Ci dispiace moltissimo che Greg sia all’ultima grande manifestazione importante nel 2028. Rispetto a lui ho ancora 15 secondi di differenza sul personale. So che lui e Detti sono due punti di riferimento per chi fa queste distanze. La sensazione nei loro confronti è altalenante. Si cerca sempre di crescere e primeggiare, spronandoci a vicenda. Allenarsi insieme dà la spinta giusta per andare avanti, anche perché facciamo un lavoro difficile con tanti km e tante ore in acqua”.
Il livello italiano nel mezzofondo? “Non posso dire una opinione definita. I risultati dei 1.500 negli Assoluti sono stati importanti, dopotutto in 3 sono scesi sotto i 15 minuti. Dice tanto su quello che può essere il livello medio che si sta alzando con i vari Giovannoni o Guidi. A livello mondiale stanno migliorando in tanti, i tempi si abbasseranno per le qualificazioni”.
L’obiettivo ora sono le acque libere? “Non so. Per ora mi sono reso conto che è completamente un altro sport. Pensavo che, andando bene nei 1.500, potessi andare forte anche nelle acque libere ma, davvero, è tutta un’altra cosa. Ho iniziato il fondo perché volevo provarlo e pensavo di avere le caratteristiche giuste. Ci sono diversi atleti che vincono anche in vasca, per cui tutto è possibile. La differenza è l’esperienza. Ho impiegato un anno solo per capire come affrontare le boe, mentre quando sei in vasca tutto è più scontato”.
A livello di allenamenti come si fa ad affrontare i due mondi? “Quello che faccio è improntato per avere una certa velocità nei 400. Le gare del mezzofondo si stanno spostando su una velocità più alta. Tanti che fanno i 400 provano anche gli 800. In allenamento riesco a fare combaciare tutte le distanze. Ci vuole tempo per velocizzarsi, ma rispetto ad un anno fa penso di essere migliorato sotto questo punto di vista. Continuerò sul negative split. Adoro la sensazione di rimonta per cui vedere gli altri che calano e io miglioro mi dà una ulteriore spinta. Che gare preferisco nelle acque libere? Quelle che un numero ridotto di avversari, quindi come Europei e Mondiali. In Coppa del Mondo, invece, si gareggia in oltre 100, e non è facile”.
