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Tennis

Jannik Sinner fa chiarezza sui montepremi Slam: “Siamo stati zitti per tanto tempo. Non è una questione di soldi”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / IPA Agency

Jannik Sinner ha guadagnato 63,5 milioni di dollari statunitensi nel corso della sua carriera da professionista, considerando esclusivamente i premi in denaro ricevuti in base ai risultati conseguiti nei vari tornei a cui ha preso parte (dunque escludendo sponsor e altre fonti di ricavo). In questa annata agonistica ha già messo da parte 5,5 milioni di dollari (grazie ai quattro Masters 1000 conquistati in serie e alla semifinale agli Australian Open) e guida con margine il Prize Money Ranking, la speciale classifica dei guadagni stilata ufficialmente dall’ATP.

I tornei più remunerativi sono chiaramente quelli dello Slam, ovvero i più prestigiosi, importanti, iconici del panorama tennistico a livello mondiale. Ricordiamo gli assegni previsti per i vincitori delle ultime edizioni: 4,15 milioni di dollari australiani agli Australian Open; 2,55 milioni di euro al Roland Garros; 5 milioni di dollari statunitensi agli US Open; 3 milioni di sterline inglesi a Wimbledon. Il montepremi rappresenta un investimento per gli organizzatori, che con queste cifre (oltre al blasone insito del torneo), si garantiscono la presenza dei migliori giocatori in circolazione.

Gli assegni garantiti ai tennisti rappresentano una voce importante nel bilancio degli eventi sportivi, ma non tutti i ricavi provenienti da biglietti, diritti tv, merchandising e altre voci vengono ovviamente riversati nella loro interezza sul Prize Money. D’altronde anche gli organizzatori devono guadagnare dalla manifestazione sportiva… La situazione attuale, però, sembra non andare più bene agli atleti e i protagonisti che scendono in campo si stanno lamentando.

Rimaniamo sul Roland Garros, che scatterà domenica 24 maggio sulla terra rossa di Parigi: aumento del 9,5% del montepremi rispetto allo scorso anno, per complessivi 61.7 milioni di euro, ma la cifra è ritenuta insufficiente dai giocatori, in quanto non proporzionata alla crescita dei ricavi del torneo. In sostanza: gli Slam stanno alzando l’importo degli emolumenti, ma non in una percentuale congrua (secondo tanti giocatori di punta) rispetto a quello che stanno guadagnando. Si è parlato addirittura di un boicottaggio…

Sul tema è intervenuto anche Jannik Sinner durante la conferenza stampa andata in scena oggi a Roma:Siamo in un momento in cui uomini e donne stanno insieme. I soldi sono una conseguenza, la cosa importante è il rispetto che i Grandi Slam ci fanno vedere. Perché comunque senza di noi il torneo non c’è. Siamo stati zitti per tanto tempo, adesso è giusto parlare di questi temi. Dietro le quinte stanno facendo un buon lavoro, ci stanno rappresentando bene. Noi tennisti sappiamo che i tornei più importanti sono i grandi Slam. Non chiediamo il 50%, però forse in questo momento stiamo prendendo un po’ troppo poco“.

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