Tennis
Jannik Sinner, ancora Zverev per prendersi anche Madrid
Dei confronti tra Jannik Sinner e Alexander Zverev, ultimamente, s’è detto e scritto praticamente tutto. Quasi impossibile aggiungere nuovi sottotesti, quasi impossibile dare nuove chiavi di lettura, perché ormai siamo a sette, con questo, confronti dalla finale di Vienna 2025 compresa fino ad ora. Stavolta in palio c’è la finale del Masters 1000 di Madrid, e questo è forse l’unico fatto nuovo: i due non si erano mai affrontati in un ultimo atto di questa categoria.
Erano arrivati tre ottavi e una finale Slam, una semifinale 250, una finale 500, un quarto di finale e cinque semifinali Masters 1000 e ancora un match di round robin alle ATP Finals. Ancora, però, questo tipo di sfida non c’era stata all’interno di una narrazione che iniziò nel 2020 con l’esplosione di Jannik al Roland Garros con vittoria in quattro set, proseguì fino al 2023 con soli successi di Zverev (e un paio di colpi molto dolorosi per l’italiano). E, infine, ha visto il periodo 2024-2026 dare a Sinner ben otto vittorie consecutive, con due soli set persi e una serie aperta di 12 parziali vinti e 5 partite senza perderne alcuno. Su, beninteso, qualsiasi superficie: veloce indoor, veloce outdoor, terra. Ormai manca solo l’erba.
A Zverev il torneo di Madrid, da tempo, piace: ci ha giocato due volte i quarti, una volta la finale e due volte l’ha vinto, nel 2018 su Dominic Thiem (ma agli US Open 2020 avrebbe riso per ultimo l’austriaco) e nel 2021 su Matteo Berrettini, nel migliore anno della carriera del romano. Dal 2022, però, di finali non ne erano arrivate più: quarto turno nel 2023 (Alcaraz), nel 2024 (Francisco Cerundolo) e nel 2025 (di nuovo l’argentino). Stavolta si conferma quella che, comunque, è l’eccellente condizione del nativo di Amburgo, situato però in una paradossale condizione.
Al momento, infatti, se si esclude l’ombra di Djokovic che continua a comparire qui e là con esiti imprevedibili, Zverev è chiaramente e palesemente il numero 3 del mondo dietro a Sinner e Alcaraz, e non solo perché lo dice la classifica. Di partite inattese ne ha perse pochissime (nei fatti, United Cup a parte, con Kecmanovic ad Acapulco e con Cobolli a Monaco di Baviera), ma di occasione ne ha lasciata per strada una enorme, a Melbourne con Alcaraz a mezzo servizio per tutta la seconda metà del match.
Dal canto suo, Sinner non sembra patire nulla. Non la fatica, non il fatto che dopotutto dalla sconfitta con Mensik a Doha è diventato praticamente imbattibile, nulla. Il tutto con le prospettive di Roma e Roland Garros davanti, ribadite peraltro a più riprese da tutti (Jannik stesso in conferenza stampa, Simone Vagnozzi a Sky). Sono proprio le due capitali, quella iberica e quella italiana, che ancora mancano al numero 1 per completare il novero dei 1000 vinti. Una sfida che accende il fuoco di Sinner, anche se non sembra mai lì a mostrarlo.
Quello che è sicuro è che ci si dovrà preparare, quest’oggi, a una giornata di tennis di altissima quota. Non è stato facile il tabellone di Zverev, fin dall’inizio, e neanche quello di Sinner è stato rose e fiori. Conta, però, che alla fine ci arrivano i migliori. E, tra quelli attualmente in grado di scendere in campo, loro due lo sono.
