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IndyCar, 500 Miglia Indianapolis: Palou prova subito a confermarsi, Penske sarà protagonista?

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Indianapolis 500
Alex Palou / NTT IndyCar Series

Dopo un lungo mese di prove è finalmente giunto il momento della 110ma edizione della 5oo Miglia di Indianapolis, evento principale della NTT IndyCar Series. Come da tradizione saranno 33 i protagonisti presenti ai nastri di partenza, un numero non scontato da raggiungere visti i tanti cambiamenti che hanno caratterizzato l’off-season.

La competizione, indetta come sempre nel weekend in cui gli Stati Uniti D’America celebrano il ‘Memorial Day’, è stata vinta lo scorso anno da Alex Palou, dominatore delle ultime stagioni ed attuale leader del campionato.

Lo spagnolo, autore della pole,  è pronto per confermarsi subito in Indiana, come sempre al volante della propria Honda #10 schierata da Chip Ganassi Racing. Il pilota catalano ha mostrato di essere competitivo anche nei vari ovali e non solo tra street circuit e road course. Per la compagine americana spiccano anche Kyffin Simpson #8 ed il sei volte campione Scott Dixon #9, vincitore a Indianapolis nel lontano 2008.

Attenzione invece sulle Chevrolet del Team Penske, team pesantemente sanzionato lo scorso anno. La squadra di Roger Penske, parallelamente anche titolare della NTT IndyCar Series e dell’Indianapolis Motor Speedway, fu squalificata durante le qualifiche del 2025 e dovette partire dal fondo dello schieramento.

Il due volte vincitore Josef Newgarden #2 ci riprova insieme al neozelandese Scott McLaughlin #3, ritirato dodici mesi fa durante il giro di formazione mentre provava a scaldare al meglio le gomme.

Il terzo uomo di Penske non sarà Will Power, ma David Malkas #12, secondo classificato durante l’Indy GP di inizio maggio. Il nativo di Chicago ha completato al secondo posto l’ultima Indy 500, al volante di una Chevy schierata da AJ Foyt.

Power rappresenterà Andretti Global che avrebbe voluto riaccogliere per la singola Indy 500 il giovane Colton Herta. Il californiano ha dovuto disertare la prestigiosa corsa di Indy in seguito al nuovo calendario della FIA F2 ed alla scomoda concomitanza con il GP del Canada. Ricordiamo che la serie cadetta che segue la F1 ha dovuto modificare i propri piani aggiungendo due prove a Miami (USA)  e due a Montreal (Canada) al posto di Jeddah (Arabia Saudita) e Bahrain.

Power, ex campione e vincitore della Indy 500, guiderà quindi la Honda #26 accanto a Marcus Ericcsson e Kyle Kirkwood. Lo svedese ha primeggiato nel 2022, mentre l’americano insegue il primo successo nell’appuntamento dell’anno dopo aver mostrato tutta la propria competività nei road course.

Sarà la volta buona per Pato O’Ward? La domanda è la stessa dello scorso anno per il messicano di Arrow McLaren, clamorosamente superato nell’ultimo giro del 2024 all’esterno di curva 3 da Josef Newgarden. Il nativo di Monterrey guiderà ancora una volta la Chevrolet #5 e dividerà il box come in tutte le altre tappe della NTT IndyCar Series con il californiano Nolan Siegel ed il danese Christian Lundgaard, meritatamente vincitore due settimane da GP di Indianapolis. Per McLaren spicca come extra la monoposto #31 di Ryan Hunter-Reay, vincitore a Indy nel 2014.

Tra coloro che hanno saputo già primeggiato nei 200 giri dell’Indianapolis Motor Speedway ritroviamo Takuma Sato ed Helio Castroneves. ll giapponese, due volte a segno nel 2020 e nel  2017, guiderà per Rahal Letterman Lanigan Racing e proverà a raggiungere un cerchio ristretto di piloti con tre successi: Dario Franchitti (2007, 2010, 2012), Bobby Unser (1968, 1975, 1981), Johnny Rutherford (1974, 1976, 1980), Mauri Rose (1941, 1947, 1948), Wilbur Shaw  (1937, 1939, 1940) e Louis Meyer (1928, 1933, 1936).

Chi potrebbe invece entrare nella leggenda e diventare l’unico pilota con cinque affermazioni è sempre Helio Castroneves. Il veterano di San Paolo guiderà ancora una volta la Honda #06 di Meyer Shank Racing, il brasiliano condivide il record di successi a Indy con Rick Mears  (1979, 1984, 1988, 1991),  Al Unser  (1970, 1971, 1978, 1987) ed  AJ. Foyt  (1961, 1964, 1967, 1977).

Per Rahal ritroveremo anche Graham Rahal #15 e per la prima volta nella Indy 500 Mick Schumacher #47. Anno difficilissimo per ora per l’ex pilota di F1, in difficoltà nel reggere l’elevato ritmo imposto ad ogni weekend da parte dei propri avversari. Con Shank Racing segnaliamo invece come accade regolarmente in IndyCar Marcus Armstrong #66 e Felix Rosenqvist #60.

Alexander Rossi è un altro di coloro con almeno un successo a Indianapolis, precisamente dieci anni fa. L’ex pilota di F1 rappresenterà Ed Carpenter Racing, squadra che oltre al promettente Christian Rasmussen ripresenta come sempre il titolare Ed Carpenter.

Occhi puntati tra gli altri anche a Conor Daly (Dreyer & Reinbold Racing #23), Rinus Veekay (Juncos Hollinger Racing #76) e Santino Ferrucci (AJ Foyt #14), storicamente oltremodo competitivo nel ‘race-day’ di Indianapolis. Tra gli ex F1 spicca invece il nome di Romain Grosjean (Dale Coyne Racing #18), ritornato full-time in IndyCar dopo una stagione part-time.

Manca purtroppo la bandiera italiana a Indianapolis a dodici mesi dalla storica pole di PREMA Racing al debutto con Robert . La speranza è quella di rivedere in azione la compagine tricolore Robert Shwartzman.

Doverosa parentesi conclusiva per Katherine Legge. Dopo le recenti esperienze di Kyle Larson, la britannica proverà a disputare il ”Double’, ossia correre nella stessa giornata la 500 Miglia di Indianapolis e la Coca-Cola 600 della NASCAR Cup Series presso il Charlotte Motor Speedway. In caso di successo, completamento di entrambe le prove per un totale di oltre 1000km in un solo giorno con auto diametralmente opposte, la 45enne diventerebbe la prima donna a riuscirci e la prima persona non americana a raggiungere l’obiettivo. A Indy rappresetenterà HMD Motorsports/AJ Foyt Racing, mentre nel catino di Concord sarà in azione con Live Fast Motorsports.