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Hindley sul rapporto con Pellizzari: “Siamo entrambi leader. Un altro compagno davanti è un grande aiuto”
Prende il via domani l’edizione numero 109 del Giro d’Italia. La Red Bull-Bora-hansgrohe sarà, molto probabilmente, la principale rivale del favorito Jonas Vingegaard in ottica successo finale. La formazione tedesca si affida per questo a Giulio Pellizzari e Jai Hindley. Alla vigilia l’australiano ha analizzato il percorso di gara e si è soffermato sugli obiettivi da centrare.
Hindley inizia così la sua riflessione ai microfoni di Spazio Ciclismo: “Penso di aver fatto un buon avvicinamento. Ho svolto un buon ritiro a Tenerife e poi sono andato nelle Ardenne. Sono stato un po’ male dopo, ma niente di troppo grave, e ora sono qui pronto a partire”.
Sull’analisi del percorso: “Credo che ci saranno tappe difficili. Se guardi come si corre oggi, le gare sono sempre molto dure. Anche quelle che sulla carta sembrano giornate più facili finiscono comunque per essere stressanti o impegnative per qualche motivo. Però penso che il primo vero test sarà la tappa di Blockhaus. Credo che sia una tappa davvero epica: molto lunga e con una salita finale molto dura. Penso che quello sarà il primo vero banco di prova e poi magari la corsa si stabilizzerà un po’ da lì in avanti, almeno per quanto riguarda la classifica generale, assumendo una struttura più definita”.
Gli obiettivi da centrare e la condivisione del ruolo con Giiulio Pellizzari: “Siamo entrambi qui come leader e entrambi punteremo al massimo. Abbiamo una squadra davvero molto forte. Sono molto fiducioso nei ragazzi che abbiamo e cercheremo di correre in modo da avere due uomini ben piazzati in classifica generale il più a lungo possibile. Poi vedremo come andrà”.
La scelta della Red Bull-Bora-hansgrohe dii partecipare alle corse con più punte: “Penso che la squadra sia stata piuttosto costante quest’anno. Se guardi le corse a tappe, più o meno c’è sempre stato qualcuno sul podio e ci siamo presentati a ogni gara con più uomini competitivi. Credo che abbia funzionato abbastanza bene. Poi si tratta di gestire tutto questo e di gestire le tattiche di corsa. Ma sinceramente penso che sia sempre bello avere più uomini nel gruppo dei migliori nel finale di una corsa a tappe. È molto meglio che essere da soli. Avere un altro compagno lì davanti, un’altra maglia, è un grande aiuto. Quindi credo che avere i numeri sia un vantaggio enorme per la squadra”.
