Atletica
Alessandro Simonelli: “Sito sta bene, in gara non prima di giugno. La 4×100 ha pagato dazio all’inesperienza”
Nuova puntata di Sprint Zone sul canale YouTube di OA Sport. In questa occasione insieme a Ferdinando Savarese c’è il tecnico Alessandro Simonelli, che analizza tra le varie cose diverse questioni legate agli azzurri impegnati alle World Relays, come anche ai fattori che si legano a Luca Sito e non solo.
Primo capitolo relativo a Vladimir Aceti: “L’ho visto molto bene, non ha avuto intoppi. In staffetta è nella sua confort zone, capace di autocaricarsi anche quando gli eventi sono importanti e non ha mancato di farsi trovare pronto. Siamo contenti di come si è mosso, siamo contenti per lui. Ci teneva. Ottima performance reiterata nei due giorni, cosa mai scontata a inizio stagione. Nella sfida a uomo contro uomo si esalta e l’ha dimostrato anche stavolta“.
Successivo focus su Andrea Bernardi: “Fa parte di questo gruppo da tre anni. Abbiamo subito avuto l’impressione che avesse delle qualità importanti. Ha avuto una stagione importante di crescita, è un ragazzo giovane (2003), è entrato nel radar dei raduni delle staffette, si è fatto trovare pronto, è stato convocato per i Mondiali a Tokyo. Ha provato sia i campi della gender che quelli della mista. L’ho visto meglio domenica che sabato, era l’esordio ufficiale. Non è semplice provare tutte le combinazioni e per questo maggiori lodi ancora. Farlo nel momento che conta e centrare la qualificazione non è mai scontato. Per lui questa cosa è positivissima“.
La terza nota è quella legata ad Alessandra Bonora: “Ha fatto il record due volte, il che va al di là di quello che era preventivato. Anche nelle più rosee previsioni non l’avrei pensato. Lei è in un’età in cui sta facendo lo switch: sta provando a fare un’atletica di livello leggermente superiore rispetto a quanto accaduto finora. Ci vedo le potenzialità per fare un ulteriore passettino in avanti. Devo essere onesto: secondo me, visti i tempi degli altri, quasi tutti sono andati fortissimo. Questo mi fa pensare che pista e altura abbiano garantito condizioni ideali per andare forte. Alessandra si era fatta trovare prontissima anche a Torun. Non avevamo pianificato i Mondiali indoor, lei ha colto l’occasione. Questi segnali ci fanno capire che l’atleta si fa trovare pronta quando conta e coglie le occasioni. Sta facendo quello step. In allenamento sta migliorando, ma è soprattutto un miglioramento mentale. L’ho stimolata a osare un po’ di più, e ha trovato le condizioni per farlo. Ha rischiato di arrivare un po’ più sulle gambe, ma non è successo: viene a casa da questi Mondiali con autostima notevolmente aumentata“.
Poi sul momento della velocità maschile: “Non sono il più autorevole per parlarne. Lo zoccolo duro della staffetta olimpica non ha più vent’anni e quindi per questo c’è la gestione di una stagione che culmina con gli Europei di Birmingham. Desalu credo l’abbia messa nel mirino. Non è così semplice farsi trovare pronti in questo periodo, con viaggi importanti e a inizio stagione. Credo che, magari, alcuni atleti abbiano o programmato più a lungo termine o bisogno di rodaggio, non avendo più 20-21-22 anni. C’è una volontà di inserire dei giovani talentuosi e di dare loro un’opportunità. Credo sia stato giusto schierarli per vederli in una manifestazione del genere in questo periodo. Su alcune cose si paga dazio perché non si ha esperienza. E non dimentichiamo che siamo andati a correre nell’Emisfero Sud con diverse sue nazioni che non hanno impegni mondiali come abbiamo noi, hanno già fatto i loro nazionali. Sicuramente Birmingham darà delle risposte“.
Tema dei 400 con Luca Sito: “L’anno scorso dopo l’operazione abbiamo provato a rientrare all’ultimo Europeo Under 23. Alla fine ai Mondiali gli abbiamo lasciato carta bianca se fare o meno l’individuale. Siamo ripartiti bene, ha avuto un piccolo acciacco in Sudafrica e un acciacchino muscolare che impone prudenza. Non lo vedremo sicuramente prima di giugno, le intensità non sono ancora altissime perché i medici ci impongono così, ma si sta allenando tranquillamente. Non ho una previsione di esordio. L’idea è comunque di non schierarlo in gara non in condizione. Vediamo quando sarà possibile, ma è ancora presto. Vediamo con l’arrivo di giugno. I tempi degli Europei vanno conseguiti tra i primi di agosto del 2025 fino a qualche settimana prima. Non credo possa fare 5 gare per entrare col ranking, a parte che bisogna vedere quanti italiani faranno 45″20, che è lo standard. Puntiamo a farlo esordire quando è pronto per avvicinar o provare ad avvicinare quel tempo, che non è banale. La domanda me la faccio anche io settimana dopo settimana. Gli Europei sono l’appuntamento per lui della stagione: se non sarà possibile la gara individuale, saremo a disposizione per quella a squadre“.
Sul possibile rientro di Arianna De Masi: “Ha fatto la stagione il più possibile conservativa per evitare l’operazione. Si è deciso in autunno che non si poteva procrastinare, e si è operata a metà novembre. Stiamo rispettando le istruzioni del team che l’ha operata. Ora si sta allenando a giorni alterni, sta facendo del lavoro su erba ed è in netto miglioramento. Parlare di esordi per lei è prematuro. Adesso è tutto un percorso che è anche regolato dal team medico che la sta seguendo. Non possiamo dire con certezza quando potrà tornare alle gare, ma lei stessa vorrà tornare il prima possibile. Vederla in questa stagione? Ci proviamo“.
Il futuro dell’atletica italiana: “In questi 10 anni si sono fatti passi in avanti notevoli ed è cambiata la mentalità di atleti e allenatori. Siamo stati disposti ad andare all’estero e confrontarci, capire se c’era qualcosa da migliorare. C’è stata una presa di coscienza che non eravamo molto inferiori come atleti e allenatori. Secondo me è un connubio di queste cose, sono contento sia avvenuto. Questa generazione è ricca di super talenti, la gestione dei talenti corretta ha prodotto questi risultati e tutto il movimento ne beneficia. Non dimentichiamo che ne abbiamo veramente tanti. Periodo super positivo, è bello viverlo da allenatore e con il gruppo della Nazionale. La cosa bella è che sono sempre sorridenti. Non hanno paura di nessuno e l’hanno dimostrato. Molto bello e stimolante viverlo“.
