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CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Giulio Ciccone corona il sogno: “Desideravo questa maglia da bambino. Non so se sia un arrivo o un inizio”

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Giulio Ciccone
Giulio Ciccone / LaPresse

L’ecuadoriano Jhonatan Narvaez vince la quarta tappa del Giro d’Italia, la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri. Il corridore della UAE Team Emirates-XRG, al sedicesimo successo da professionista, precede in volata il venezuelano Orluis Aular della Movistar Team e Giulio Ciccone.

Il corridore della Lidl-Trek, grazie agli abbuoni conquistati al chilometro Red Bull e al gradino più basso del podio nell’ordine di arrivo, conquista la maglia rosa ed è il nuovo leader della corsa. Ciccone guida la classifica generale con quattro secondi sul trio formato dallo svizzero Jan Christen della UAE Team Emirates-XRG, dal tedesco Florian Stork della Tudor Pro Cycling Team e al colombiano Egan Bernal della Netcompany Ineos.

Al termine della gara Ciccone commenta così la giornata: “Oggi è uno di quei giorni dove è difficile trovare le parole perché comunque ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore e il mio sogno da ciclista era indossarla, come ho sempre detto, anche solo per un giorno una notte però era il mio sogno da bambino e penso di averla inseguita con il cuore e con la testa dal mio primo Giro nel 2016 e a distanza di 10 anni diciamo quando meno me l’aspettavo o perlomeno diciamo senza quella troppa pressione ed è arrivata così diciamo all’improvviso. Non so se questo sia un arrivo o un inizio”.

Le emozioni sono certamente forti per un traguardo prestigioso: “Credo sia uno di quei momenti che voglio godermi e che ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto io, la mia famiglia e per tutte le persone che mi vogliono bene, ecco perché ho dentro questa maglia, quella che più desideravo ed averla addosso è speciale. Un ringraziamento speciale a tutte le persone che soffrono e fanno i sacrifici con me“.

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