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Giro d’Italia 2026: Vingegaard stuzzica i rivali, Pellizzari risponde. Magnier domina allo sprint, Milan rimandato

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Giulio Pellizzari
Giulio Pellizzari / LaPresse

La Grande Partenza in Bulgaria è ormai agli atti e fa parte della storia. L’odierna giornata di riposo serve a ricaricare le batterie in vista di una settimana impegnativa, la prima sul suolo nazionale. Il Giro d’Italia numero 109 riparte domani dalla quarta tappa, la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri, con gli spunti di riflessione offerti dalle prime tre frazioni.

Al primo assaggio di salita Jonas Vingegaard non ha esitato ad attaccare per provare a misurare fin da subito la consistenza dei suoi rivali e ribadire quali saranno le gerarchie in gara. Giulio Pellizzari non si è però fatto trovare impreparato, ha risposto presente e ha confermato di essere il più credibile avversario del fuoriclasse danese. I due, insieme a Van Eetvelt, hanno creato il vuoto prima di rallentare ed essere ripresi nel finale.

La rovinosa caduta nelle fasi conclusive della frazione con arrivo a Veliko Tarnovo ha tolto dalla corsa diversi big che avrebbero potuto lottare per la generale o essere protagonisti nelle tappe più attese. Il prezzo più salato lo ha pagato la UAE Team Emirates-XRG con i ritiri di Adam Yates, capitano designato, Jay Vine e Marc Soler: i primi due hanno subito una commozione cerebrale, l’iberico la frattura del bacino. La formazione emiratina si ritrova ora con la necessità di promuovere l’elvetico Jan Christen a uomo di classifica.

Perdita pesante anche quella subita dalla Bahrain Victorious con la forzata rinuncia a Santiago Buitrago. Il veterano Damiano Caruso, all’ultimo Giro d’Italia della sua carriera, dovrà sobbarcarsi il ruolo del leader per provare a sopperire all’assenza del compagno.

Per quanto concerne il capitolo relativo alle volate gli sprinter hanno avuto già due occasioni per sfidarsi a duello. In entrambe le circostanze si è imposto in maniera netta il francese Paul Magnier della Soudal Quick-Step. Il transalpino ha vinto di forza sul traguardo di Burgas e si è poi ripetuto a Sofia con una straordinaria rimonta nei metri finali ai danni di Jonathan Milan.

Il velocista della Lidl-Trek ha dimostrato di saper essere sempre a contatto con i primi, ma certamente non ha iniziato nel migliore dei modi perché dal sogno della possibile conquista della prima maglia rosa si è passati all’amaro ingoiato per due sconfitte consecutive nello sprint. A parziale discolpa del friulano, nella volata disputata nella capitale bulgara, pesa la totale assenza del treno della squadra che si è perso dopo essere arrivato al comando della corsa quando mancavano ancora 8,5 km alla conclusione.