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Formula 1GP Canada

F1, gli aggiornamenti e le novità che porterà la Ferrari nel GP del Canada. Per l’ADUO occorrerà attendere

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Charles Leclerc
Charles Leclerc / LaPresse

Dopo tre settimane di pausa, la F1 torna in pista a Montreal per un appuntamento che, in casa Ferrari, avrà un peso specifico enorme. Il Gran Premio del Canada rappresenterà infatti un banco di prova decisivo per capire se la direzione intrapresa dagli ingegneri di Maranello con gli aggiornamenti introdotti a Miami sia realmente quella corretta, in considerazione del fatto che per l’applicazione dell’ADUO bisognerà attendere.

Gli upgrade portati in Florida non hanno prodotto i risultati sperati, soprattutto sul fronte della gestione gomme e della costanza sul passo gara, ed è proprio per questo che il weekend canadese assume un valore tecnico cruciale: l’obiettivo della SF-26 sarà mettere finalmente insieme tutti i tasselli del puzzle e trasformare il potenziale teorico degli sviluppi in prestazioni concrete.

A Montreal, Ferrari non introdurrà una rivoluzione visiva della monoposto, ma una serie di affinamenti mirati che puntano soprattutto a correggere le criticità emerse nella prima parte della stagione. Il focus principale resta la gestione degli pneumatici posteriori, vero punto debole della SF-26 nelle gare disputate finora. In diverse occasioni, infatti, la monoposto ha mostrato un degrado eccessivo delle coperture in trazione, accompagnato da temperature troppo elevate che hanno compromesso ritmo e costanza.

Per cercare di limitare questo problema, gli ingegneri hanno lavorato innanzitutto sulla gestione del differenziale. La nuova taratura dovrebbe consentire una distribuzione della coppia più progressiva in uscita di curva, riducendo quei micro-pattinamenti che hanno spesso mandato fuori finestra le gomme posteriori. Su un tracciato come Montreal, caratterizzato da continue accelerazioni a bassa velocità e forti ripartenze, questo aspetto sarà fondamentale. Curve lente come il celebre tornantino de L’Epingle mettono infatti sotto enorme stress il retrotreno, e una trazione più pulita potrebbe permettere alla Ferrari di preservare meglio le mescole nel corso dello stint.

Parallelamente, a Maranello si è lavorato anche sul controllo termico degli pneumatici attraverso nuove procedure di setup meccanico. L’obiettivo è migliorare il contatto della gomma con l’asfalto e rendere la vettura più stabile nelle fasi di trazione, evitando scivolamenti eccessivi che aumentano rapidamente la temperatura superficiale delle coperture. È un intervento meno appariscente rispetto agli aggiornamenti aerodinamici, ma potenzialmente determinante su una pista semi-cittadina dove il grip evolve continuamente durante il weekend.

Un altro tassello importante riguarda l’evoluzione software della MGU-K. Ferrari ha sviluppato una nuova gestione dell’ibrido per rendere più fluida l’erogazione della componente elettrica in accelerazione e ottimizzare al tempo stesso la rigenerazione energetica. Anche in questo caso, il target è duplice: migliorare la motricità e ridurre lo stress sulle gomme posteriori nelle uscite dalle curve lente, uno dei punti più critici emersi nelle prime gare del mondiale.

Sul fronte aerodinamico, invece, l’attenzione sarà concentrata soprattutto sul fondo della SF-26. Gli uomini di Maranello hanno rivisto parte della sezione inferiore della monoposto con l’obiettivo di migliorare la qualità dei flussi diretti verso il diffusore. La nuova configurazione dovrebbe aumentare la stabilità del carico verticale, garantendo una vettura più prevedibile sia in frenata sia nei rapidi cambi di direzione tipici del circuito Gilles Villeneuve.

A questo si aggiunge un aggiornamento dei convogliatori di flusso laterali, studiati per gestire meglio le turbolenze e sigillare in maniera più efficace il fondo vettura. In termini pratici, Ferrari cerca una piattaforma aerodinamica più stabile, capace di mantenere costante il livello di deportanza anche nelle condizioni più critiche. Un dettaglio fondamentale su un tracciato dove i cordoli aggressivi e le forti variazioni di carico possono facilmente destabilizzare la monoposto.

La pista canadese, inoltre, rappresenta tradizionalmente una sfida complessa anche dal punto di vista del graining, soprattutto nelle prime sessioni del weekend. Per questo motivo, la maggiore stabilità aerodinamica ricercata dalla Ferrari potrebbe avere effetti diretti anche sulla gestione dell’usura. Una vettura più precisa nei cambi di direzione e meno soggetta a scivolamenti laterali aiuta infatti a proteggere il battistrada e a mantenere più a lungo le gomme nella corretta finestra di utilizzo.

Infine, un aspetto tutt’altro che secondario riguarderà il lavoro di adattamento alle esigenze di guida di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Ferrari ha sviluppato mappe aerodinamiche e configurazioni specifiche per consentire ai due piloti di sfruttare meglio il potenziale della SF-26 secondo stili di guida differenti. In un fine settimana che potrebbe offrire poco tempo per trovare il bilanciamento ideale, avere una base più personalizzata potrebbe rappresentare un vantaggio importante.

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